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la manifestazione

Giustizia e referendum, le Camere penali scendono in piazza nel Siracusano

Incontri pubblici nel capoluogo e a Palazzolo per spiegare i contenuti della riforma. Randazzo: «Separazione delle carriere coerente con Costituzione e Cedu»

07 Gennaio 2026, 07:20

Giustizia e referendum, le Camere penali scendono in piazza nel Siracusano

129 piazze per il Sì ed è un'iniziativa promossa dall'unione camere penali e dal comitato referendario “Camere penali per il sì”. I promotori hanno allestito dei punti di contatto con i cittadini per spiegare loro le ragioni per le quali intendono votare a favore della riforma della giustizia. Ieri la tappa a Palazzolo Acreide, dove, sfidando le rigide temperature, i penalisti hanno allestito un banchetto nella centralissima piazza del Popolo per rispondere alle domande dei cittadini, incuriositi.

«Abbiamo già organizzato diversi incontri – spiega il presidente della Camera penale Pier Luigi Romano, l'avvocato Giuseppe Gurrieri – nel capoluogo, a Portopalo, a Marzamemi, ad Avola, a Noto, a Floridia e molti altri appuntamenti sono in programma per i prossimi giorni. L'intento è quello di raggiungere quante più persone possibili per sensibilizzarle a recarsi alle urne quando saremo chiamati per farlo».

Un giro per le piazze e per le strade della provincia per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla consultazione referendaria che dovrebbe avvenire nel mese di marzo. «Abbiamo potuto constatare – dice l'avvocato Gurrieri – che molte persone non hanno ancora contezza della natura del referendum e dell'argomento che verrà affrontato con la consultazione. Per questo cerchiamo di informarli nella maniera più chiara e consapevole possibile affinché il voto sia orientato in maniera più consapevole da parte dei cittadini».

L'attività della Camera penale aretusea intende distinguersi dall'iniziativa popolare per chiedere il referendum costituzionale sulla riforma Nordio, per la quale, fino ad oggi, sono state raccolte 225mila firme, il 45% dell'obiettivo. La raccolta è aperta dal 22 dicembre sul sito del ministero della Giustizia, dopo che quindici giuristi hanno presentato in Cassazione una richiesta alternativa a quelle depositate dai parlamentari di maggioranza e di opposizione. Se entro il 30 gennaio verrà superata la soglia delle 500mila firme, il Comitato promotore potrà depositare il quesito e acquisirà una serie di diritti nella campagna referendaria, come l'accesso ai rimborsi elettorali e gli spazi televisivi in base alla par condicio.

«Considero del tutto inutile questa iniziativa – afferma Gurrieri – perché, in realtà, la richiesta del referendum è stata già avanzata da tutti i parlamentari con quattro distinte sollecitazione, sia da parte dei deputati di maggioranza sia di opposizione ed entrambe approvate, ragion per cui, non c'era motivo di promuovere questa nuova petizione. Credo che, in maniera scorretta, sta diventando una raccolta di firme per il no, spacciandola per una sottoscrizione per la celebrazione del referendum che, ripeto, è stato già approvato dall'ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione. Aspetteremo la fine del mese di gennaio quando il governo chiederà al presidente della Repubblica di fissare la data del referendum che si svolgerà tra il cinquantesimo e il settantesimo giorno dal momento della richiesta».

All'iniziativa a Palazzolo della Camera Penale, ha partecipato anche il presidente dell'Ordine degli avvocati, Antonio Randazzo, che ha ribadito il proprio personale orientamento rispetto alla riforma della Giustizia.

«Il consiglio nazionale forense – dice - massimo organo dell'avvocatura, si è espresso in maniera favorevole alla separazione delle carriere dei magistrati come naturale applicazione dell'articolo 111 della Costituzione che parla di un giudice terzo, imparziale e del giusto processo attraverso la parità tra accusa e difesa. Ed è anche conseguenziale all'articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Insomma, siamo di fronte a una logica conseguenza del processo che da inquisitorio è divenuto accusatorio».