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Il giallo del cadavere

Orrore a Carlentini, auto bruciata con dentro resti umani: ecco cosa hanno in mano gli investigatori

La procura di Siracusa indaga per omicidio. La berlina carbonizzata noleggiata da Salvatore Privitera scomparso da Catania lunedì. Lascia due figli

Laura Distefano, Rosanna Gimmillaro

07 Gennaio 2026, 05:00

Orrore a Carlentini, auto bruciata con dentro resti umani: ecco cosa hanno in mano gli investigatori

Sono rimaste solo le ossa e il teschio. Il fuoco ha liquefatto i tessuti e gli organi. Anche l’alluminio di possibili accessori che potessero aiutare in qualche modo a identificare a chi appartenevano i resti umani rinvenuti ieri mattina all’interno di una T‑Roc beige completamente carbonizzata e abbandonata in una trazzera delle campagne di Carlentini.

La macabra scoperta è collegata al caso di uno scomparso di Catania. I genitori di Salvatore Privitera, 35 anni, non riuscivano da lunedì a mettersi in contatto con il figlio. Hanno quindi deciso di attivare il localizzatore della berlina che il catanese aveva preso a noleggio. Il GPS li ha portati in contrada San Demetrio. La scoperta è stata inquietante: la macchina era stata incendiata. I familiari di Privitera non si erano accorti della presenza all’interno di parti di un cadavere. Lo hanno saputo solo dopo l’arrivo dei carabinieri del comando provinciale di Siracusa, che hanno immediatamente circoscritto la zona e chiesto l’intervento dei colleghi della Sezione Investigazioni Scientifiche del comando provinciale dell’Arma di Catania. Presente con il tenente colonnello Sara Pini anche il medico legale, partito da Catania, che ha fatto una prima ricognizione cadaverica. La procura di Siracusa, guidata da Sabrina Gambino, ha aperto un fascicolo per omicidio e disposto l’esame del DNA per poter arrivare all’identificazione della vittima. Infatti sono stati già fatti ieri pomeriggio i prelievi al padre e alla madre di Salvatore, che sono stati pure sentiti dagli investigatori. I familiari hanno nominato un legale, l’avvocato Francesco Marchese, per poter seguire l’iter investigativo.

Non sarà facile il lavoro dei medici legali: i resti umani sono stati già inviati all’Istituto di Medicina Legale di Catania. Oltre all’esame del DNA, sarà importante determinare, anche tramite TAC, se ci siano nelle ossa lesioni causate da possibili colpi d’arma da fuoco o da fendenti. L’auto noleggiata è stata posta sotto sequestro: ma lo stato di incenerimento è tale da rendere difficoltosa la possibilità di ottenere elementi utili a ricostruire quello che è accaduto. Ma gli scienziati e i biologi forensi dei carabinieri non hanno tralasciato nemmeno un centimetro della scena del crimine. Un dato certo nelle mani degli investigatori c’è: la T‑Roc è arrivata in contrada San Demetrio a Carlentini lunedì sera. Se si trattasse davvero di un omicidio, le modalità ricordano i casi di lupara bianca. L’ultimo, a Catania, è stato quello di Enzo Timonieri: il pusher del clan Nizza fu ucciso con tre colpi in testa nel 2021 e poi seppellito sotto la sabbia di Vaccarizzo. Ma è davvero troppo presto per avanzare ipotesi. La procura di Siracusa non vuole escludere alcuno scenario. La svolta sicuramente arriverà dagli esami medico legali e scientifici.

Salvatore Privitera è originario del Villaggio Sant’Agata. C’è una foto che gira sui social che lo ritrae sorridente mentre abbraccia la compagna e i due figli. Il 35enne ha qualche procedimento ancora pendente per spaccio al minuto. Una pista potrebbe portare anche alle tensioni dello smercio di droga. Fibrillazioni che a Catania hanno portato a prove muscolari anche notevoli. Comunque tutto parte dall’identificazione della vittima.