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sanità

Boom dei casi di influenza, pronto soccorso palermitani sempre più sovraffollati

Il sindacato Cimo: «Scarsa adesione alla campagna vaccinale»

Redazione Palermo

07 Gennaio 2026, 11:49

12:42

Boom dei casi di influenza, pronto soccorso palermitani sempre più sovraffollati

Il sistema sanitario siciliano sta affrontando una fase critica a causa di una ondata di sindromi influenzali che, nelle ultime due settimane, ha messo in grave sofferenza l’intero sistema ospedaliero.

L’epidemia sta creando massicci sovraffollamenti nei reparti di pronto soccorso, con punte che in alcuni ospedali palermitani superano il 350 per cento a causa del blocco dei ricoveri: i pazienti restano nelle strutture di emergenza in attesa che si liberino posti nei reparti.

La situazione più complessa si registra nel capoluogo. All’ospedale Civico di Palermo nella mattinata di mercoledì 7 gennaio l’indice di sovraffollamento ha raggiunto il 192 per cento: a fronte di 50 postazioni disponibili, erano presenti 81 pazienti, di cui 17 in attesa da oltre 48 ore e 26 da almeno due giorni.

All’ospedale Villa Sofia, le lunghe code e le attese estenuanti hanno spinto il presidente della Regione Renato Schifani a convocare con urgenza il manager Alessandro Mazzara per ottenere un report dettagliato sui disservizi. Al Policlinico, la direttrice generale Maria Grazia Furnari ha invece istituito una task force; dall'ospedale spiegano che l’influenza sta prolungando i tempi di degenza, riducendo drasticamente il turnover dei posti letto.

Sulla crisi è intervenuto Giuseppe Bonsignore, segretario regionale del Cimo, sottolineando come la Sicilia sia stata particolarmente colpita dal virus anche a causa di una scarsa adesione alla campagna vaccinale. Secondo il sindacato dei medici, l'emergenza mette a nudo carenze strutturali profonde: si parla da quasi due anni di una nuova rete ospedaliera di cui si sono perse le tracce, evidenziando l'urgenza di aggiornare il sistema con una distribuzione più adeguata di posti letto per evitare che il disagio diventi cronico a ogni epidemia stagionale.

Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia, commenta: «Il sovraffollamento dei pronto soccorso a Palermo e in molte città siciliane non può essere attribuito soltanto al picco influenzale. È l’effetto di una programmazione sanitaria che non è mai davvero decollata e, soprattutto, della mancata attuazione della rete ospedaliera regionale, ferma anni tra annunci e rinvii».

«I pronto soccorso - prosegue Lionti - restano ancora oggi il punto debole del sistema perché mancano personale, posti letto e servizi medici di prossimità capaci di filtrare i casi non urgenti. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità sono costretti a gestire un carico di lavoro insostenibile, mentre i cittadini attendono ore prima di ricevere assistenza. La Regione ha il dovere di attuare finalmente la rete ospedaliera, potenziare la medicina territoriale e definire una pianificazione seria del fabbisogno di personale». La Uil Sicilia ribadisce la propria «disponibilità» al confronto con il Governo regionale per affrontare l’emergenza sanitaria e garantire il diritto alla cura in condizioni di sicurezza per operatori e cittadini.