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VARIANTE K

Influenza: pronto soccorso in affanno in Sicilia, tre pazienti in Ecmo a Catania, i consigli dell'infettivologo

La mappa dell'emergenza negli ospedali della Regione. Intervento del presidente Schifani a Palermo. L'appello dell'anestesista a vaccinarsi anche in ritardo.

Laura Distefano

07 Gennaio 2026, 17:12

17:17

Influenza, l’onda lunga d’inverno: 817mila nuovi casi in 7 giorni e il ritorno di H3N2 “K”

In Sicilia, a differenza di altre regioni d'Italia, il picco dell'epidemia influenzale non lo abbiamo ancora superato. Anche in fatto di salute il Meridione arriva con il (solito) gradiente di ritardo. La variante K ha fatto trascorrere le festività natalizie a letto a molte persone, anche con pesanti difficoltà respiratorie. Molti fragili - che non vuol dire solo anziani - sono finiti in ospedale. Ma le situazioni più gravi hanno riguardato pazienti anche di quaranta e cinquant'anni, ma che presentavano delle comorbidità (un termine che abbiamo imparato a conoscere molto bene nel periodo della pandemia covid). La convivialità natalizia con giocate e mangiate ha dato modo al virus di diffondersi con più facilità. Infatti i contagi hanno subito un'impennata non indifferente.

Nell'Isola

Pronto Soccorso in affanno nel Sud del Paese. E l'emergenza riguarda la Campania, la Sardegna e anche la nostra Regione. La situazione dei pronto soccorso in Sicilia è incandescente: nelle ultime due settimane l'impennata delle sindromi influenzali ha messo in grave sofferenza l'intero sistema ospedaliero siciliano.

L'influenza sta creando sacche di sovraffollamento - con punte che in alcuni nosocomi palermitani superano il 350% - per via dei pazienti che permangono nelle struttura di emergenza, in attesa del ricovero nei reparti. Alle 10 di oggi nell'ospedale Civico palermitano vi era un indice di sovraffollamento del 192%, con 81 pazienti in pronto soccorso, di cui 38 con una permanenza di 24 ore, 26 con una permanenza fino a 48 ore, e 17 oltre 48 ore, a fronte di 42 postazioni presidiate e 8 in semintensiva.

Il governatore

Nell'ospedale Villa Sofia, a Palermo, le lunghe code e le attese estenuanti hanno spinto il presidente della regione Renato Schifani a convocare con urgenza il manager dell'azienda Alessandro Mazzara. Il governatore ha chiesto al manager un report sulla situazione attuale e sui motivi che hanno portato a questi disagi se non veri e propri disservizi. La direttrice generale del Policlinico Paolo Giaccone di Palermo, Maria Grazia Furnari, ha istituito una task force dedicata alla gestione dell'emergenza influenzale e del sovraffollamento del pronto soccorso, aggravato dall'aumento stagionale degli accessi e dalle complicanze respiratorie legate all'epidemia in corso. L'epidemia influenzale - dicono dall'ospedale - determina un prolungamento delle degenze, con una conseguente riduzione del turnover dei posti letto e un impatto significativo sulla capacità ricettiva dell'ospedale.

La terapia

«A Catania siamo in piena fase di picco dell'epidemia influenzale». Parole di Carmelo Iacobello, che dirige l'unità operativa complessa di Malattie Infettive dell'Azienda Cannizzaro. «Il declino della crisi epidemica – prevede l'infettivologo – l'avremo i primi giorni di febbraio. A Sant'Agata dovremmo essere fuori dall'ondata». La variante K (un ceppo A/H3N2) è molto aggressiva. I sintomi sono quelle dell'influenza: febbre molto alta, tosse catarrosa, congiuntivite, difficoltà respiratorie anche importanti. Anche alcuni soggetti con la copertura vaccinale stagionale, ma con patologie pregresse, hanno avuto un decorso della malattia complesso. «Abbiamo avuto ricoverati con polmoniti interstiziali di una certa gravità», spiega Iacobello. Fortunatamente per i pazienti arrivati nel reparto di Malattie Infettive del Cannizzaro è bastato il ricovero in ospedale e non è stato necessario ricorrere a ossigenazione meccanica. Una risposta positiva per i pazienti fragili colpiti dalla Variante K è arrivata dalle terapie antivirali con somministrazione di oseltamivir. «Sono risultate molto efficaci», commenta l'infettivologo catanese.

Su 16 posti letto in Malattie Infettive al Cannizzaro la punta massima di ricoveri per influenza da variante K si è avuta fra Natale e Capodanno con 4 pazienti. Quindi il 25% della disponibilità del reparto. Al Policlinico di Catania però sono arrivati dei pazienti davvero in condizioni gravissime a livello polmonare. A rischio vita. Si è dovuto ricorrere all'Ecmo: l'ossigenazione extracorporea. I posti sono nell'unità operativa di Anestesia e Rianimazione del Policlinico diretta da Ettore Panascia. «Ho avuto tre pazienti, due uomini e una donna. Due stanno dando alcune risposte, uno spero di poterlo trasferire presto in pneumologia. La ragazza è in condizioni critiche», commenta Panascia. «È fondamentale vaccinarsi – aggiunge il primario – e chi non lo ha fatto lo faccia».

«L'immunizzazione comincia dopo 7 dieci giorni dalla somministrazione del siero, quindi se si viene a contatto con il virus essere vaccinati è sempre un vantaggio», spiega l'infettivologo Iacobello.

I medici

Giuseppe Bonsignore, segretario del Cimo Sicilia, la confederazione italiana medici ospedalieri dice: «La Sicilia quest’anno è stata particolarmente bersagliata dal virus influenzale che, unitamente ad una scarsa adesione alla campagna vaccinale, manifesta tutti i suoi effetti negativi con un numero inusitato di pazienti con disturbi respiratori anche gravi. Si parla da quasi due anni della nuova rete ospedaliera ma alla fine se ne sono perse le tracce, e il disagio innescato e messo a nudo dall’influenza annuale dovrebbe fare seriamente riflettere sull'urgenza di aggiornare la rete con la distribuzione di più posti letto».

Il Codacons

«Il grave sovraffollamento dei pronto soccorso in Sicilia, aggravato dal picco influenzale e dall’aumento delle patologie respiratorie, sta determinando una situazione di forte criticità all’interno della rete dell’emergenza-urgenza. Un quadro che emerge da numerose segnalazioni e riscontri sul territorio e che trova ulteriore conferma in evidenze ormai diffuse». Lo afferma, in una nota, il Codacons che «torna a denunciare una pressione non più sostenibile sui reparti di emergenza dell’Isola, caratterizzati da sale d’attesa congestionate, accessi in costante aumento e tempi di attesa prolungati, con strutture spesso costrette a operare oltre la propria capacità ordinaria».

L’aumento degli accessi per sindromi influenzali e respiratorie, spesso accompagnate da complicanze nei soggetti anziani e fragili, spiega l’associazione di consumatori, si innesta su un sistema già segnato da carenze di personale, ridotta disponibilità di posti letto e difficoltà nel trasferimento dei pazienti verso i reparti di degenza, determinando un progressivo congestionamento dei pronto soccorso. Secondo il Codacons, «il picco influenzale non può essere affrontato come un evento straordinario o imprevedibile», ma, invece, «richiede una gestione programmata e interventi tempestivi a livello regionale, in grado di rafforzare la risposta sanitaria e prevenire il rischio di disservizi e criticità assistenziali».

«Per questo - afferma il segretario nazionale dell’associazione, Francesco Tanasi - chiediamo l’intervento immediato del Governo regionale. È necessario potenziare il personale, attivare percorsi dedicati per i casi a bassa complessità, rafforzare la medicina territoriale e adottare misure urgenti per decongestionare i pronto soccorso siciliani. In Sicilia l’emergenza è sotto gli occhi di tutti e non può essere normalizzata. Servono risposte immediate e strutturali per tutelare i cittadini e sostenere chi opera quotidianamente nei pronto soccorso».