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il caso

Rizza, tavolo aperto per valutare alternative al trasferimento

Il presidente del Libero consorzio Giansiracusa convoca un tavolo entro febbraio. C’è la disponibilità a rivedere la delibera del 23 dicembre

08 Gennaio 2026, 06:30

Rizza, tavolo aperto per valutare alternative al trasferimento

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Non è ancora il dietrofront sperato, ma è sicuramente il massimo che da un’assemblea così il Rizza potesse ottenere: un’apertura, una chance. Ieri mattina, infatti, al culmine dell’assemblea convocata dal preside Pasquale Aloscari dopo la delibera del presidente della ex Provincia Michelangelo Giansiracusa sulla razionalizzazione degli spazi scolastici, che giorno 23 dicembre ha sancito lo “sfratto” del Rizza dal Palazzo degli studi, per fare spazio alle classi del Corbino in rientro dall’affitto di via Pitia, lo stesso presidente ha optato per un’apertura. E indetto un tavolo che, entro la prima settimana di febbraio, dovrà trovare un’altra soluzione, ma ottenendo più o meno lo stesso risultato: quello di far risparmiare l’ente. «Se – ha detto Giansiracusa - dal tavolo verrà fuori che esistano soluzioni, alternative e migliorative, che io non ho considerato, rivedrò e modificherò l’atto emanato giorno 23». Meglio di così... E quindi adesso la scuola dovrà mettersi al lavoro per formulare proposte che possano essere recepite. Al tavolo, ovviamente, non ci sarà solo il Rizza, ma tutte le scuole coinvolte, rappresentate da preside e Dsga (segretario); i consiglieri provinciali (uno per ogni gruppo); lo stesso Giansiracusa e i funzionari dell’ente.

La giornata è stata importante, una specie di esempio di democrazia partecipativa, per merito sia della scuola che l’ha indetta, sia del presidente Giansiracusa che con intelligenza e disponibilità vi ha partecipato, fino all’apertura finale. Tanti gli interventi, tutti prevalentemente di ex studenti del Rizza, a sottolineare l’aspetto identitario, il forte radicamento tra la città e il Rizza lì dov’è, ossia nel Palazzo degli studi che la scuola ultracentenaria contribuisce a costruire. Ma al contrario di quanto si possa pensare, non si è trattato solo di interventi umorali, ma concreti, che hanno messo in discussione le decisioni prese dalla ex Provincia.

Va ricordato che il Piano si prefigge il risparmio, con la dismissione di alcuni affitti, e la conseguente razionalizzazione degli spazi. Per questo ha sancito che intanto siano dismessi: l’immobile di viale Tica, attuale sede del Provveditorato, e quello di via Polibio (l’Alberghiero andrà per intero nella sede centrale di viale Santa Panagia, ex Juvara). Il provveditorato fino al luglio del 2027 sarà trasferito in via Pitia e successivamente nella sede della caserma dei vigili del fuoco, in via Von Platen. Solo in un secondo momento il Piano prevede “il rilascio dell’immobile” di via Pitia (dal 2028 non rinnoverà il contratto di locazione). Come si capisce, però, ci sono troppe incognite ed è lecito che al Rizza si chiedano: «Perché trasferire noi, lasciando spazio a 12 classi del Corbino, che potrebbero andare all’Insolera di via Modica (un conto è trasferire classi, un altro un’intera scuola) e senza alcun risparmio immediato?».

A individuare le falle tecniche nel piano il Dsga del Rizza Maurizio La Tona: «Avete idea della spesa cui si va incontro a trasferire il Rizza all’Insolera? – ha detto rivolto al presidente Giansiracusa - Io ho chiesto un preventivo per spesa e giorni. Agli atti ho una cifra che si aggira sulle 90mila euro, con due mesi di lavoro. Solo per il Rizza. Nell’atto sono previsti cinque spostamenti di scuole. Per spese superiori alle 250mila euro solo per i traslochi». Se così fosse non reggerebbe più la teoria del risparmio. E ancora: «Poi ci sono centinaia di alunni che dovranno essere portati in via Modica, ed è un’altra spesa che un ente pubblico dovrà caricarsi. E il trasferimento di laboratori e cablaggi? Chi deve fare queste spese, la scuola o il Libero consorzio? Aspetti che nella delibera non sono nemmeno considerati». Per non dire che nel prospetto si arriva fino a giugno 2028. E gli ospiti dell’altra mezza via Pitia dove andranno? Serviranno altri affitti o rinnovi di contratto. Dunque altri costi. Insomma, meglio sedersi e riparlarne.