26 febbraio 2026 - Aggiornato alle 12:37
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Il blitz di Paternò

La vendetta e la risposta all'agguato in diretta: «Ho preso la pistola, li ho rincorsi e sono scappati»

Ecco cosa emerge dalle carte. Il cognato del boss Assinnata ha pianificato un regolamento di conti contro chi aveva sparato in estate al figlio

07 Gennaio 2026, 19:30

08 Gennaio 2026, 05:37

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«Mi hanno preso alla mano mentre scappavo per prendere la pistola. Ho preso la pistola, li ho rincorsi e sono scappati!». A parlare così, il primo ottobre scorso, è stato il paternese Alberto Forte. Una vera e propria diretta dell'agguato che aveva appena subito nell'officina del padre in corso Marco Polo, a Paternò, da parte di un commando. Il racconto real time era fra padre e figlio. I carabinieri di Paternò, con il coordinamento della procura, avevano attivato le cimici già da qualche tempo.

Precisamente le indagini hanno «preso le mosse dal ferimento di Gabriele Giacoponello - si legge nell'ordinanza del gip che lunedì mattina ha portato a cinque arresti per tentato omicidio - che si è presentato alle 2.44 del mattino fra il 29 e il 30 agosto al pronto soccorso dell'ospedale di Paternò con delle ferite d'arma da fuoco». Gli investigatori su quel ferimento hanno chiuso il cerchio: è stato arrestato proprio Alberto Forte. Che a sua volta, però, è stato vittima di un colpo di pistola alla mano sinistra. Forte è andato al Cannizzaro dicendo di essersi procurato la ferita dopo un incidente stradale. Ma è bastato poco a medici e carabinieri per capire fosse una bufala.

 

Gabriele Giacoponello è figlio di Andrea, cognato del boss Salvatore Assinnata (alleato dei Santapaola). I due hanno sposato due sorelle. L'esponente mafioso ha organizzato, secondo la tesi della procura etnea, una vendetta. Ha atteso qualche settimana e poi hanno agito. Anche il fratello sarebbe stato intenzionato a rispondere a Forte con la stessa moneta. «Tuo fratello ieri era agguerrito», dice la fidanzata a Gabriele Giacoponello. «Fa bene, dice che gli spara in faccia! Fanno bene, fanno bene se gli sparano in faccia a madre e figlio! Fanno bene... fanno bene se gli sparano in faccia, a madre e figlio. A tutti quanti, padri, figli, zii, nipote, chi ha ha... chi ha ha!»

 

Alberto Forte sa di essere nel mirino: «Non posso camminare in paese». Infatti simula il suo allontanamento. Il padre avverte tutti: «Non lo dica a nessuno che è a casa da me. Capito? Che sanno che è fuori». E inoltre esorta il figlio ad armarsi: «Lo sai dove è messa? Dentro lo stivale».

 

Domani gli indagati Andrea Giacoponello, Giorgio Castorina (accusato di essere quello che ha sparato), Vincenzo Di Mauro, Antonio Di Cavolo e Giuseppe Romeo affronteranno gli interrogatori di garanzia.