8 gennaio 2026 - Aggiornato alle 21:12
×

Il blitz di Paternò

La vendetta e la risposta all'agguato in diretta: «Ho preso la pistola, li ho rincorsi e sono scappati»

Ecco cosa emerge dalle carte. Il cognato del boss Assinnata ha pianificato un regolamento di conti contro chi aveva sparato in estate al figlio

Laura Distefano

07 Gennaio 2026, 19:30

08 Gennaio 2026, 05:37

Blitz dei Carabinieri a Paternò: arrestati due giovani con 44 dosi di marijuana e 315 euro

 

«Mi hanno preso alla mano mentre scappavo per prendere la pistola. Ho preso la pistola, li ho rincorsi e sono scappati!». A parlare così, il primo ottobre scorso, è stato il paternese Alberto Forte. Una vera e propria diretta dell'agguato che aveva appena subito nell'officina del padre in corso Marco Polo, a Paternò, da parte di un commando. Il racconto real time era fra padre e figlio. I carabinieri di Paternò, con il coordinamento della procura, avevano attivato le cimici già da qualche tempo.

Precisamente le indagini hanno «preso le mosse dal ferimento di Gabriele Giacoponello - si legge nell'ordinanza del gip che lunedì mattina ha portato a cinque arresti per tentato omicidio - che si è presentato alle 2.44 del mattino fra il 29 e il 30 agosto al pronto soccorso dell'ospedale di Paternò con delle ferite d'arma da fuoco». Gli investigatori su quel ferimento hanno chiuso il cerchio: è stato arrestato proprio Alberto Forte. Che a sua volta, però, è stato vittima di un colpo di pistola alla mano sinistra. Forte è andato al Cannizzaro dicendo di essersi procurato la ferita dopo un incidente stradale. Ma è bastato poco a medici e carabinieri per capire fosse una bufala.

 

Gabriele Giacoponello è figlio di Andrea, cognato del boss Salvatore Assinnata (alleato dei Santapaola). I due hanno sposato due sorelle. L'esponente mafioso ha organizzato, secondo la tesi della procura etnea, una vendetta. Ha atteso qualche settimana e poi hanno agito. Anche il fratello sarebbe stato intenzionato a rispondere a Forte con la stessa moneta. «Tuo fratello ieri era agguerrito», dice la fidanzata a Gabriele Giacoponello. «Fa bene, dice che gli spara in faccia! Fanno bene, fanno bene se gli sparano in faccia a madre e figlio! Fanno bene... fanno bene se gli sparano in faccia, a madre e figlio. A tutti quanti, padri, figli, zii, nipote, chi ha ha... chi ha ha!»

 

Alberto Forte sa di essere nel mirino: «Non posso camminare in paese». Infatti simula il suo allontanamento. Il padre avverte tutti: «Non lo dica a nessuno che è a casa da me. Capito? Che sanno che è fuori». E inoltre esorta il figlio ad armarsi: «Lo sai dove è messa? Dentro lo stivale».

 

Domani gli indagati Andrea Giacoponello, Giorgio Castorina (accusato di essere quello che ha sparato), Vincenzo Di Mauro, Antonio Di Cavolo e Giuseppe Romeo affronteranno gli interrogatori di garanzia.