Molti casi al “Di Cristina”
Emergenza influenza a Palermo: «Colpiti duro anche i più piccoli, ecco i segnali da non sottovalutare»
Influenza in aumento: colpisce soprattutto i bambini non vaccinati, aggravata dal debito immunologico post‑Covid; sintomi, complicanze e quando rivolgersi al pronto soccorso
Ospedale Di Cristina
L'influenza sta colpendo duro anche tra i più piccoli, come conferma Claudia Colomba, professore ordinario di Malattie infettive presso l’università di Palermo e direttrice del reparto di malattie infettive dell’ospedale dei bambini "Di Cristina".
«Ci sono molti accessi al pronto soccorso anche qui da noi - ha spiegato la professoressa Colomba -. A pesare è soprattutto l’elevato numero di bambini non vaccinati, con un conseguente aumento di complicazioni come polmoniti. I più colpiti risultano i bambini più fragili, in particolare sotto i due anni, con un età media di tre anni. C’è anche da rilevare un debito immunologico per la pandemia Covid - continua - con una minore esposizione del sistema immunitario, rendendolo meno allenato. Immunizzare i bambini contribuisce anche a ridurre la circolazione virale complessiva e a proteggere i coetanei più vulnerabili».
Giovanni Corsello, professore di pediatria all’università di Palermo, spiega: «Nei pronto soccorso si presentano soprattutto piccoli con febbre alta e persistente, di 4-5 giorni, associata a tosse, otite, disidratazione e, in alcuni casi, convulsioni febbrili. Capita che i bambini non riescano a reidratarsi perché non mangiano né bevono a sufficienza: in tali situazioni può rendersi necessaria una terapia infusionale. I genitori devono portare i piccoli in ospedale quando la febbre non si attenua, se compaiono segni di disidratazione, difficoltà respiratorie, sonnolenza marcata o se la tosse non migliora», conclude Corsello.