9 gennaio 2026 - Aggiornato alle 09:17
×

maltrattamenti in famiglia

Oltre vent'anni di violenze alla moglie: artigiano condannato a 3 anni di reclusione

La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Agrigento

08 Gennaio 2026, 11:00

Maltrattamenti in famiglia: arrestato romeno

Per oltre vent’anni ha sottoposto la moglie a violenze e a un regime di vita vessatorio, mortificante e insostenibile, dimostrandosi in tutto e per tutto un padre-padrone. La donna sarebbe stata ripetutamente aggredita fisicamente, con schiaffi, pugni e trascinamenti per i capelli, anche durante la gravidanza e in presenza del figlio minore, oltre ad impedire contatti con i genitori di lei e sottraendole con la forza il cellulare.

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Manfredi Coffari, ha inflitto la condanna a 3 anni di reclusione a un artigiano agrigentino ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia. La vittima, che insieme al figlio si è costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Monica Malogioglio, ha ottenuto la condanna al risarcimento del danno e al pagamento di una provvisionale di 5.000 euro immediatamente esecutiva. Ciò significa che la parte civile può avviare le procedure di esecuzione forzata per ottenere il pagamento della somma senza dover attendere che la sentenza di condanna penale diventi definitiva. Questo strumento offre una tutela immediata alla vittima del reato.

Nella vicenda è emerso inoltre che le violenze erano avvenute alla presenza del figlio anche all'epoca in cui era minorenne. La legge, infatti, stabilisce che il minore di anni diciotto che assiste ai maltrattamenti si considera persona offesa dal reato. Le carte dell’indagine raccontano di anni e anni di episodi di maltrattamenti.

Una particolarità di questa brutta e triste storia familiare è che la donna si è scattata innumerevoli selfie che la ritraevano con i lividi al volto e sul corpo, perché prima o poi avrebbe Trovato il coraggio di denunciare. Infatti all’ennesima aggressione da parte del marito manesco, con un pretesto si è allontanata da casa e, successivamente, una volta lontana, ha trovato la forza di denunciare e uscire dallo stato di sottomissione permanente in cui era stata costretta a vivere per molti anni.