Il blitz a Catania
Figli d'arte e santapaoliani: ecco chi sono i fornitori dei signori della droga di San Berillo
I retroscena dell'operazione Safe Zone 2. I nomi degli otto indagati che sono stati raggiunti dalla misura cautelare. Sono 6 in carcere e 2 obblighi di dimora
Scoperchiata la rete di fornitori di droga dei pusher stranieri di San Berillo. Ieri mattina è scattato il secondo capitolo dell’operazione Safe Zone, che lo scorso mese ha portato all’arresto di diversi spacciatori di origine africana. Le misure, sei in carcere e due obblighi di dimora, sono state eseguite dalla squadra mobile e dal commissariato Centrale. Gli indagati sono accusati a vario titolo di spaccio di sostanze stupefacenti.
Le indagini, coordinate dalla Procura, si sono svolte, negli ultimi mesi del 2024, attraverso il costante monitoraggio eseguito con sistemi di telecamere piazzate nella zona del quartiere San Berillo Vecchio. L’attività investigativa ha consentito di documentare l’operatività di una piazza di spaccio e di ricostruire la fase della vendita della droga, gestita principalmente dagli stranieri.
Le indagini hanno permesso anche di ampliare lo scenario investigativo e, in particolare, di verificare come vi fosse un modus operandi ormai consolidato, con l’acquirente che veniva accompagnato, o comunque indirizzato, in punti ben precisi del quartiere dove poi avveniva la contrattazione fino alla definitiva cessione dello stupefacente — cocaina, crack, marijuana e hashish — in precedenza accuratamente nascosto in vari luoghi, quali fessure dei muri, bidoni dei rifiuti o tombini.
La Procura è convinta di avere individuato un secondo livello di narcotraffico a San Berillo, che sarebbe costituito dai fornitori catanesi in grado di assicurare, a loro volta, i rifornimenti di droga ai pusher al minuto, direttamente sui luoghi di spaccio, in modo da consentire una costante operatività.
Ora andiamo ai nomi degli arrestati del blitz Safe Zone 2. Alcuni sono figli “d’arte” nel mondo della malavita. Sono finiti in carcere Antonino Cocuzza, José Salvador Di Bartolo, Salvatore Falletta, Augusto Marco Mocerino, Raffaele Riccardo Alfio Pedicone. Invece è scattato l’obbligo di dimora nei confronti di Filippo Abbascià e Giovanni Tomaselli.
Gli indagati, che sono stati sottoposti a interrogatorio preventivo lo scorso 20 dicembre (assieme ad altri due che non sono stati però raggiunti da misura), sarebbero i fornitori dello stupefacenti agli stranieri già arrestati nel primo filone investigativo che operano nelle piazze di spaccio di San Berillo Vecchio, cioè via Pistone, via delle Finanze, Buda, Carro e nel vicolo Bonsignore.
La sostanza stupefacente — scrive la gip Daniela Monaco Crea — era spesso fornita in loco da parte di italiani che si recavano «nel quartiere a offrire la droga che avevano a disposizione, facendola provare agli spacciatori, nella consapevolezza dalla frenetica attività di spaccio e quindi della facilità dello smercio di droga». Spesso i fornitori arrivavano accompagnati da persone le cui condotte però sono di connivenza non punibile.
La squadra mobile, nell'arco delle indagini che si sono sviluppate fra il 2024 e il 2025, ha cercato i riscontri all'ipotesi accusatoria. A Salvatore Falletta, già in carcere, il 16 aprile dello scorso anno i poliziotti hanno trovato oltre che numerose armi anche 2 chili di cocaina e, nell'abitazione dei genitori, altri panetti di polvere bianca per un peso di 8 chili. E inoltre 9 chili di eroina.
Il 23 aprile 2025 Raffaele Riccardo Alfio Pedicone, uno dei “principali indagati” di questo procedimento, è stato monitorato in via Pistone, dove vive. Si tratta del figlio del più noto cappelloto Riccardo Pedicone coinvolto nella sparatoria dell'8 agosto 2020 e nell'inchiesta sugli affari dei Cappello a Taormina e Giardini Naxos. Pedicone junior fu arrestato con 12 chili di marijuana.
Un altro indagato che ha un curriculum criminale di alto livello è Antonino Cocuzza. Un ex santapaoliano che è stato coinvolto recentemente in un blitz per traffico di droga. A incastrarlo sono state le telecamere piazzate dai poliziotti della mobile nelle viuzze di San Berillo. L'occhio elettronico lo ha immortalato nelle piazze di spaccio dell'ex rione a luci rosse.