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Sanità

Intossicazioni da botulino, stabili i due pazienti ricoverati a Caltanissetta: un alimento sul "banco degli imputati"

E' accaduto dopo il cenone di Capodanno. Altri otto casi nei pronto soccorso di Agrigento e Canicattì

Carmela Marino

08 Gennaio 2026, 16:11

Intossicazioni da botulino, stabili i due pazienti ricoverati a Caltanissetta: un alimento sul "banco degli imputati"

Sono ricoverati nel reparto di Neurologia dell’ospedale Sant'Elia di Caltanissetta due dei dieci pazienti intossicati da botulino dopo il cenone di Capodanno a Canicattì. Si tratta di due cinquantenni, ancora in prognosi riservata, le cui condizioni restano gravi ma stabili. Al loro arrivo in ospedale, avvenuto tra l’1 e il 2 gennaio, i pazienti presentavano chiari sintomi neurologici della tossinfezione - visione doppia, difficoltà a parlare e respirare - preceduti da disturbi gastrointestinali come crampi addominali, vomito e diarrea.

Fondamentale è stata la tempestività dei soccorsi.

«Abbiamo subito individuato una sindrome neurologica acuta con interessamento dei nervi cranici - spiega il primario di Neurologia del Sant'Elia, Michele Vecchio - con sintomi che inizialmente facevano pensare a una sindrome di Miller-Fisher. A insospettirci è stato però il fatto che i due pazienti fossero arrivati a poche ore di distanza l'uno dall’altro

«Allargando l’indagine - aggiunge Vecchio - abbiamo verificato la presenza di altri otto casi nei pronto soccorso di Agrigento e Canicattì. Un quadro che ha immediatamente fatto scattare l’ipotesi di una intossicazione da tossina botulinica e l’attivazione del protocollo nazionale

Grazie alla segnalazione al centro Antiveleni di Pavia e all’Istituto Superiore di Sanità, è stato inviato d’urgenza da Catania il siero con anticorpi antitossina botulinica, somministrato a uno dei due pazienti che non aveva risposto alle terapie tradizionali.

Non è ancora stato individuato con certezza l’alimento responsabile. «Tra i cibi sospetti - riferisce il primario - secondo quanto riportato dai familiari, ci sarebbero tartine a base di sgombro consumate durante la festa, ma le verifiche da parte dell’autorità giudiziaria sono ancora in corso