il caso
Il commercialista Bellavia: «Nessun dossier improprio, documenti provenivano da Report»
La vicenda nasce dalla sottrazione abusiva di oltre un milione di file dallo studio del professionista
Nessun dossier segreto, nessun materiale improprio: Gian Gaetano Bellavia e la socia Ferradini rispondono alle polemiche nate dopo la diffusione dei file sottratti al loro studio. Il commercialista, consulente di pm e giudici, chiarisce che i documenti copiati dall’ex collaboratrice Valentina Varisco non contenevano informazioni esterne all’attività professionale, e che molti materiali erano addirittura forniti da Report per preparare interviste.
Il caso riguarda oltre un milione di file che Varisco avrebbe copiato e sottratto abusivamente, dando origine al procedimento per accesso abusivo a sistema informatico e appropriazione indebita. Secondo i legali, Luca Ricci in testa, l’elenco di imprenditori, politici e vip finito sui giornali non costituisce un dossier, ma «semplicemente una lista di soggetti citati nelle relazioni di consulenza tecnica».
Dalla copia forense del computer usato da Varisco, denunciata lo scorso marzo, emerge chiaramente quali documenti siano stati sottratti. Si tratta di materiale digitale allegato alle consulenze professionali dello studio, conservato nell’archivio storico del commercialista. Non c’è mai stato «un trattamento dei dati per finalità estranee all’attività professionale». Tra i file sottratti figurano anche documenti inviati da Report, contraddicendo le accuse secondo cui Bellavia avrebbe passato materiali giornalistici alla trasmissione.
I file riguardavano personaggi come Luca Barbareschi, Flavio Briatore, Manfredi Catella e altri: documenti di inchieste giornalistiche trasmessi a Bellavia per le interviste. «Reiteratamente e falsamente» si è detto che Bellavia fornisse informazioni a Report, chiarisce l’avvocato Ricci. In realtà, il commercialista non aveva ricevuto incarichi dalle Procure su quei nomi e ha sempre restituito i documenti richiesti.
Per quanto riguarda le 36 pagine finite nel fascicolo della Procura, prive di annotazioni su autore o deposito, il legale precisa che contengono comunicazioni tra Bellavia e il precedente difensore, con nomi di personaggi noti della politica e dell’economia presenti nei file copiati da Varisco, che aveva iniziato a collaborare con agenzie investigative.
Sulla diffusione del cosiddetto “papello anonimo” negli atti, la Procura sta cercando di fare chiarezza.
Il senatore Maurizio Gasparri (FI) attacca: «La nota degli avvocati di Bellavia conferma che il commercialista ha elencato nomi di persone di cui si è occupato. Ci chiediamo però a che titolo si sia interessato di soggetti non indagati, come Geronimo La Russa e altri».