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L'iniziativa

A Gela la necropoli dei bambini con le mollette da bucato

I residenti in campo contro la condensa sul vetro

Maria Concetta Goldini

09 Gennaio 2026, 10:27

15:33

gela necropoli

Il fai da te per lanciare un grido d’allarme e salvare dal degrado la necropoli dei bambini di via Di Bartolo. Inaugurato lo scorso luglio dopo tre anni di lavori infiniti, alla prima pioggia il museo all’aperto ha mostrato tutta la sua fragilità. Dalla lastra di copertura infiltrazioni d’acqua e poi la formazione di condensa che impedisce la vista dei reperti. Il sito archeologico, motore della rinascita del quartiere Borgo che ha recuperato identità e vitalità, riceve ogni giorno tanti visitatori che vanno via delusi perché tombe e reperti non si vedono dalla vetrata. Gli interventi sollecitati per eliminare l’umidità e rendere fruibile la necropoli non sono arrivati.

Così i residenti che hanno adottato dal primo giorno quel sito, hanno fatto un esperimento. Qualcuno ha infilato due mollette da bucato nello sportello e quel punto, la condensa sparisce. Hanno poi fotografato il sito: dove c’è la molletta, c’è trasparenza. I residenti lanciano questa domanda alla città: «È un gesto disperato o un’illuminazione? Un sabotaggio o un atto d’amore per la città?». E poi rilanciano: «Basta con le mollette. Basta arrangiarsi. Serve l’intervento risolutivo. Perché se non si riesce neanche a garantire una vetrata asciutta, allora si richiuda tutto. Per rispetto dei bambini sepolti e della storia».

Per dire tutto questo è stato organizzato l’ennesimo sit-in alla necropoli. Lo hanno fatto alla fine delle festività natalizie, periodo in cui un quartiere che era nell’oblio ha organizzato per la prima volta una serie di eventi che hanno attirato tanta gente.

Ma il quartiere Buviru non esiste senza quella necropoli che ha dato l’input per aprire una nuova fase. Ed ogni progetto di rinascita ha le gambe tagliate senza quel sito archeologico all’aperto che viene visitato fino a tarda sera dalla gente. Comune e Soprintendenza avevano raggiunto un’intesa sull’intervento da fare, il sindaco aveva chiesto anche un preventivo ad una ditta che aveva proposto una soluzione. Ma non si è visto nulla. A parte le mollette del “fai da te” che, efficaci o meno, sono da intendersi come una provocazione finalizzata a muovere le acque stagnanti.