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polemica a siracusa

Caso Rizza, il sindaco Italia: «Noi non siamo come voi, siamo perbene»

Sconcerto per le parole del primo cittadino sindaco durante il confronto sullo “sfratto” dell'istituto

09 Gennaio 2026, 11:19

Caso Rizza, il sindaco Italia: «Noi non siamo come voi, siamo per bene»

«C’è una voce che passa in città: che il presidente Giansiracusa fa questa scelta perché io avrei interessi: potete rivoltare come un calzino la mia vita e quella della mia famiglia, perché io non sono come voi, sono diverso. Noi siamo persone perbene…». C’è questo passaggio, oggettivamente incomprensibile, nell’intervento che il sindaco Francesco Italia ha fatto mercoledì mattina durante l’assemblea pubblica nell’Aula magna del Rizza, che ha lasciato interdetta parte della platea.

L’incontro, era quello che ha portato a un’ipotesi di rivisitazione del Piano scuole deliberato dal presidente della ex Provincia Michelangelo Giansiracusa, che con l’obiettivo di dismettere affitti e razionalizzare gli spazi degli istituti scolastici, sposta il Rizza dalla sua sede storica (il Palazzo degli studi) al Insolera in via Modica. Scelta che ha suscitato la reazione di tantissime componenti, non solo didattiche, ma anche culturali e identitarie dalla città, che sono confluite nell’incontro di democrazia partecipativa indetto dalla scuola e al quale Giansiracusa ha aderito, fino a prendere atto della possibilità di rivedere le sue scelte, sulla base di proposte che saranno valutate in un tavolo apposito. Un epilogo lodevole.

Prima, però, c’era stato questo intervento del sindaco Italia finito tra le pieghe delle cose più importanti, ma che ha lasciato qualche strascico e interrogativi. Soprattutto nelle centinaia di persone perbene presenti. «Non potevo mancare, ma allo stesso tempo non posso consentire che un dibattito che mi auguro costruttivo, si trasformi in un tiro al bersaglio nei confronti del presidente Giansiracusa» – aveva detto Italia, nel rischio fisiologico del tutti contro uno - «Il presidente non agisce contro qualcuno, ma in virtù di un mandato che sente talmente tanto da assumersi la responsabilità anche politica di una scelta impopolare. Al contrario di quello che fa normalmente la politica – ha aggiunto Italia – che, per non scontentare nessuno, non sceglie. Trovare una persona che si espone è qualcosa che andrebbe incoraggiata, al di là del merito».

Discorso condivisibile del primo cittadino, anche se il merito in questi casi è importante: giusto assumersi la responsabilità di decidere, non di fare la scelta eventualmente sbagliata. Ma questo Giansiracusa e la platea lo hanno talmente capito da essere usciti con un passo avanti dall’incontro: un tavolo, appunto, che metterà in discussione la delibera.

Solo che Italia ha aggiunto la parte che ha offeso tanti presenti: «C’è una voce che passa in città: che lui (Giansiracusa ndr) fa questa scelta perché io avrei interessi: potete rivoltare come un calzino la mia vita e quella della mia famiglia, perché io non sono come voi, sono diverso. Siamo persone perbene…». Passi la prima parte, che sembra alludere a dietrologie tutte da capire e verificare, ma la seconda ha fatto dire a un presente, Camillo Biondo, ex Rizza, dirigente bancario ex consigliere comunale: «Non si può permettere, né un sindaco, né un qualsiasi comune cittadino, di dire “io non sono come voi”: ma perché lui chi è? Questa offesa della quale dovrebbe chiedere scusa era rivolta a insegnanti, studenti, ex allievi».