il caso
A Catania vandalizzata la casetta dei gatti: colpito un simbolo di civiltà e cura del territorio
Il tetto è stato distrutto e la struttura resa inutilizzabile dagli amici a quattro zampe che da anni vi trovavano riparo
A Catania cresce l’indignazione per un atto vandalico che ha colpito una delle colonie feline più note della città: la casetta di via del Cristallo, nel quartiere Canalicchio, è stata danneggiata nella notte, con il tetto distrutto e la struttura resa inutilizzabile dai gatti che da anni vi trovavano riparo. La denuncia arriva dalla consigliera del II municipio Valentina Milici, che parla di un episodio «meschino e riprovevole», aggravato da un contesto di degrado urbano che da tempo affligge l’area circostante. Secondo Milici, infatti, non è la prima volta che la zona è teatro di abbandono di rifiuti di ogni tipo, dall’immondizia ai materiali di risulta, fino a carcasse di auto smontate, segnalazioni che – denuncia – non hanno finora portato a un intervento risolutivo delle autorità.
La casetta vandalizzata non è un semplice ricovero improvvisato: era stata realizzata oltre 14 anni fa (dall'allora presidente della IV Municipalità Massimo Tempio) nell’ambito di un progetto sociale con fondi dell’Unione Europea e costruita a costo zero grazie al lavoro dei detenuti del carcere di Bicocca.
A peggiorare il quadro, secondo gli abitanti, c’è la mancata installazione di telecamere di sicurezza richiesta da tempo per scoraggiare comportamenti simili, con la risposta dell’amministrazione che sarebbe stata finora negativa per mancanza di fondi. «Abbiamo visto persone piangere per tanta cattiveria», commentano alcuni residenti, sottolineando che il gesto non colpisce solo una struttura, ma una comunità e un progetto di tutela animale radicato nel tessuto urbano.
Ora la consigliera Milici ha formalmente sollecitato gli uffici competenti per il ripristino immediato della casetta e per un intervento di manutenzione dell’intera area, chiedendo misure concrete per prevenire ulteriori atti di vandalismo.
La vicenda riporta al centro del dibattito cittadino la cura degli spazi pubblici, la tutela degli animali e la responsabilità collettiva nel preservare strutture che, pur nate da progetti sociali e di inclusione, rischiano di essere dimenticate e danneggiate.