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Caltagirone

Il "cold case" di Simona Floridia scomparsa a 17 anni nel 1992: dopo 33 anni, la verità è a un passo

Il processo di Appello arriva alle battute finali: la requisitoria del pm, la difesa di Andrea Bellia, condannato in primo grado a 21 anni di reclusione, e i sopralluoghi che riaprono il giallo di 33 anni fa

Mariano Messineo

10 Gennaio 2026, 07:00

07:05

Processo Floridia, dopo 33 anni la verità è a un passo

Si avvicina la verità processuale in Appello in un “cold case” che ha a lungo tenuto con il fiato sospeso la comunità calatina: il “giallo” legato alla scomparsa di Simona Floridia, la diciassettenne di Caltagirone che, il 16 settembre 1992, uscita per una passeggiata con le amiche, non tornò più a casa.

Il processo di secondo grado, in corso di svolgimento davanti ai giudici della terza sezione della Corte d'assise d'appello di Catania - presidente Elisabetta Messina - è giunto alle battute finali: mercoledì toccherà al legale di parte civile, avvocato Giuseppe Fiorito (che assiste la madre e il fratello della povera Simona; non più il padre, Salvatore, fulminato a 76 anni da un infarto e da sempre impegnato con determinazione nella ricerca della verità), mentre il 9 febbraio sarà la volta dell'avvocata Pilar Castiglia, che difende l'imputato Andrea Bellia.

Questi, oggi 51enne, si è sempre professato innocente e continua a sostenere la propria assoluta estraneità ai fatti. L’uomo fu condannato in primo grado, dai giudici della I sezione della Corte d’assise etnea, il 12 aprile 2023, a 21 anni di reclusione, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione dalla potestà genitoriale per la durata della pena e a pagare una provvisionale ai familiari, per omicidio aggravato dai futili motivi. Lo scorso 10 dicembre il pubblico ministero del giudizio d’appello, l'avvocato generale Angelo Busacca, a conclusione della propria requisitoria, ha chiesto la conferma della condanna inflitta all’imputato in primo grado.

Ancora poche udienze, quindi, prima del verdetto finale in un procedimento che, anche in appello, non ha risparmiato momenti di grande interesse, come il sopralluogo con il teste-chiave a Monte San Giorgio, dove oltre 33 anni fa sarebbe avvenuta la sparizione della ragazza, e l’esame di Matteo Viviani e Carlotta Bizzarri de “Le Iene”, la trasmissione televisiva che ha dedicato un approfondimento al “caso”, su cui più volte, in passato, aveva puntato i riflettori pure la trasmissione tv “Chi l'ha visto”.