Sanità
Chiusa la postazione del 118 di Riposto
Il sindaco Vasta: «È una scelta grave e irresponsabile che mette a rischio la salute e la sicurezza del comprensorio». Il primo cittadino di Giarre ha convocato per lunedì una riunione del Comitato del distretto sanitario
Assistenza sanitaria pubblica in allarme nel comprensorio jonico. Da ieri la postazione del 118 di via Roma, a Riposto, allestita all’interno di una struttura comunale, non è più operativa. La smobilitazione della piazzola gestita dall’Azienda sanitaria provinciale segna la fine di un presidio che era stato ottenuto dall’ex sindaco Enzo Caragliano, nato come risposta emergenziale ai ripetuti casi di malasanità e alle croniche carenze del Pronto soccorso dell’ospedale “Sant’Isidoro” di Giarre, nel periodo in cui l’area emergenziale del complesso ospedaliero di via Forlanini era stata soppressa nel 2015.
La chiusura della postazione del 118 di Riposto, giunta come prima amara sorpresa del nuovo anno, a fronte di una precisa richiesta della Regione, non è un caso isolato, ma sembra fare parte di un “effetto domino” che sta colpendo i centri nevralgici del primo soccorso territoriale. Il ridimensionamento del servizio a Riposto, infatti, non è l’unica nota dolente. La situazione di allerta si è estesa rapidamente a tutto il comprensorio, evidenziando una fragilità strutturale della rete di emergenza-urgenza. A Mascali si registrano forti criticità nella gestione della postazione 118 di viale Immacolata con la demecalizzazione del mezzo di emergenza che continuerà a operare, come Fiumefreddo, con un autista e un soccorritore. Di fronte a questo scenario di progressivo smantellamento dei servizi minimi di assistenza, il sindaco di Giarre, Leo Cantarella, ha deciso di intervenire con la massima urgenza. Nella sua qualità di Comune capofila, ha convocato per lunedì, alle 16, in municipio, una riunione operativa del Comitato dei sindaci del Distretto sanitario per definire una linea comune per interloquire con i vertici dell’Asp e della Regione Siciliana, chiedendo garanzie sul mantenimento delle postazioni salvavita. Secondo il sindaco di Riposto, Davide Vasta, la decisione della Regione, comunicata dall’Asp di Catania, di sopprimere l’ambulanza operativa a Riposto «è una scelta grave e irresponsabile, che mette seriamente a rischio la salute e la sicurezza di un intero comprensorio». E nel distretto sanitario di Giarre si inserisce anche la fase di criticità che interessa il Pte di Linguaglossa con una vistosa carenza di medici che mette a rischio l’assistenza immediata per le comunità montane. Per fronteggiare tali problematiche, la Direzione sanitaria dell’Asp, si apprende, ha definito un piano straordinario che introduce una maggiore flessibilità organizzativa, nel rispetto della normativa contrattuale vigente. Il piano si basa su una riorganizzazione delle turnazioni, sull’attivazione dell’istituto della reperibilità e sull’impiego di risorse aggiuntive. Intanto il comitato delle associazioni della zona jonica-etnea lancia l’allarme anche su altri disservizi nel distretto giarrese, a cominciare dalla soppressione, ormai da un anno, del servizio Moc (Mineralometria ossea computerizzata), attivo nella sede dell’ex Inam. Il Comitato delle associazioni esprime profonda preoccupazione per la gestione delle attività sanitarie future del territorio. «Se l’Asp non è in grado di garantire un servizio come la “Moc” quali prospettive ci attendono ritenuto che, da qui a pochi mesi, si dovrà attivare un ospedale di comunità e cinque case di comunità, di cui quella di Giarre (hub) che deve essere aperta 24 ore su 24 e sette giorni su sette, con annesso servizio di radiologia con Tac che richiede un fabbisogno di decine di unità di personale di diverse professionalità? I cittadini - anche dopo la chiusura della postazione del 118 di Riposto e il depotenziamento di quella di Mascali - chiedono servizi sui territori a fronte di un dispendio opaco delle risorse destinate alla sanità condotto a livello regionale».