La città che vuole rinascere
“Cutuliscio”: dopo l'incendio shock ricostruire l'iconico teatro di Catania costerà 17,5 milioni
Per il padiglione C1 delle Ciminiere confermata la cifra già decisa all'indomani del rogo. Ma mancano le analisi strutturali. Partita la gara di progettazione: la copertura nera potrebbe cambiare
Ci sarà nuova vita per il “Cutuliscio”. Costerà 17,5 milioni di euro, come già annunciato all’indomani del rogo dell'11 novembre. E il tutto nonostante i rilievi tecnici strutturali siano ancora da eseguire. La Città Metropolitana nei giorni scorsi ha ufficialmente iniziato l’iter per la ricostruzione del Padiglione C1 del complesso "Le Ciminiere". Sul portale per gli acquisti delle pubbliche amministrazioni Mepa è già partita la gara per l'affidamento da 1,2 milioni per i servizi di progettazione necessari a restituire alla città quello che negli ultimi trent'anni è stato il cuore pulsante del suo sistema congressuale. Il termine per l’invio delle candidature è fissato al 10 febbraio.

Dalla lettura dei documenti è subito chiaro che si tratta di un intervento che si configura non come un semplice ripristino, ma come una completa ricostruzione. O meglio, come si legge nella documentazione, di lavori «volti a realizzare un'infrastruttura strategica moderna, sicura e tecnologicamente avanzata».

La cifra da impiegare per la ricostruzione è presente nel piano economico finanziario inserito all’interno del documento di indirizzo alla progettazione (Dip). Analizzando nel dettaglio il quadro economico, la somma destinata ai lavori a base d'asta ammonta a 12.122.880,00 euro. L’importo è ripartito tra diverse categorie d'intervento: la quota più rilevante è destinata alle opere strutturali, stimate in circa 4,85 milioni di euro, seguita dalle opere edili e dagli impianti meccanici ed elettrici, che assorbono rispettivamente circa 3,6 milioni di euro per categoria. A queste somme si aggiungono gli oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso, quantificati in 505mila euro, a cui si aggiungono le somme a disposizione della Stazione appaltante - la Città Metropolitana - pari a oltre 4,8 milioni di euro e che includono Iva, imprevisti, accantonamenti e spese tecniche fino ad arrivare, appunto, ai 17,5 milioni.

Per quanto riguarda la fase attuale, ovvero l'affidamento dei servizi di progettazione, il documento fissa un limite di spesa di 1.222.406,29 euro al netto di Iva e oneri previdenziali, a cui si aggiungono 477.593,71 euro di «somme a disposizione della stazione appaltante», portando il totale a 1,7 milioni. La copertura finanziaria per questa fase preliminare è garantita attraverso il Fondo rotativo per la progettualità di Cassa depositi e prestiti, strumento che consente di «finanziare la redazione documentale anticipando le spese di investimento». Questo budget dovrà coprire sia il progetto di fattibilità tecnico-economica (Pfte) sia la progettazione esecutiva, che l'amministrazione ha scelto di affidare congiuntamente «per garantire continuità tecnica e ottimizzazione dei tempi».

Cifre ingenti, che il Dip giustifica non solo con la descrizione dei danni, ma soprattutto con le immagini shock degli interni devastati dalle fiamme. L'incendio, come si legge nel Dip, potrebbe aver compromesso in modo irreversibile le strutture in calcestruzzo e acciaio, oltre ad aver causato il collasso delle finiture e distrutto l'intero apparato impiantistico, rendendo l'edificio completamente inagibile. Prima di procedere con la ricostruzione vera e propria, sarà necessaria una complessa fase di indagine strutturale per verificare le condizioni residue dell'immobile. Su quest’aspetto, durante il tavolo tecnico di dicembre, era però emerso come la struttura del “Cutuliscio” avesse retto «in maniera eccellente, a dimostrazione del corretto funzionamento dei sistemi e del collaudo antincendio, elemento tecnico rilevante che costituisce un punto fermo nella definizione dello scenario d’azione», come spiegato dall’architetto Giovanni Leone, figlio dell’ideatore delle Ciminiere, Giacomo.

La struttura prima dell'incendio dell'11 novembre 2025
Per quanto riguarda il “nuovo” padiglione C1 questo vedrà ripristinata la capacità originaria, con la sala principale da 1.200 posti e la secondaria da 600 posti. Per quanto riguarda la caratteristica copertura nera, non è invece chiaro se questa verrà mantenuta identica. Nel Dip si parla di «Identità e carattere distintivo della copertura, coerente con la destinazione d'uso culturale/congressuale». Ovvero: sembra chiaro che l’aspetto resterà lo stesso ma c’è da definire materiale e finitura: la copertura originaria era infatti in legno. Il materiale dovrà essere scelto in coerenza con gli standard di sicurezza e le normative antincendio di oggi, nettamente più stringenti che in passato. Da rispettare Norme tecniche per le costruzioni (Ntc 2018), l'adeguamento al Codice di prevenzione incendi e l'adozione della metodologia BIM (Building Information Modeling) per la gestione digitale dell'intero ciclo di vita dell'opera. L'obiettivo è anche quello di realizzare un edificio a energia quasi zero (nZEB) attraverso l'uso di fonti rinnovabili e materiali conformi ai «criteri ambientali minimi».

L'iter amministrativo prevede una procedura aperta per la scelta del progettista, basata sul criterio dell' offerta economicamente più vantaggiosa. Il cronoprogramma indica in circa sei mesi il tempo per l'espletamento della gara d’appalto della progettazione a cui seguiranno ulteriori cinque mesi per lo sviluppo degli elaborati progettuali fino all'esecutivo.