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il caso

In Sicilia nel 2025 cinque terremoti ogni settimana: che cosa ci dicono i dati dell'Ingv

E' la regione più sismica: l'Istituto nazionale di geologia e vulcanologia ha "contato" quante scosse e dove si sono concentrate

Fabio Russello

12 Gennaio 2026, 18:30

18:37

In Sicilia nel 2025 cinque terremoti ogni settimana: che cosa ci dicono i dati dell'Ingv

Nel bilancio sismico del 2025, la Sicilia ha assunto un ruolo di primo piano. Secondo i report annuali dell' Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l'isola è risultata la regione con la maggiore attività sismica significativa, superando l'Emilia-Romagna per numero di eventi con magnitudo pari o superiore a 2.0 e precedendo Campania e Calabria. Pur in assenza di terremoti catastrofici paragonabili ai grandi disastri del passato, come Messina 1908 o il Belice 1968, la frequenza e la distribuzione delle scosse hanno imposto un monitoraggio continuo da parte delle sale operative.

Dati generali - Nel corso del 2025, la Sicilia ha registrato 288 terremoti con magnitudo uguale o superiore a 2.0, il dato più alto a livello nazionale.

La sismicità ha interessato sia la terraferma sia i bacini circostanti (Tirreno meridionale e Ionio), a conferma della complessa dinamica tra la placca africana e quella eurasiatica.

Aree più colpite ed eventi principali

L’attività si è concentrata in tre settori: Arcipelago delle Eolie e Basso Tirreno, Isole Egadi a ovest, Mar Ionio e Sicilia orientale.

1) Arcipelago delle Eolie e Basso Tirreno

Sequenza di febbraio: una serie di oltre 50 scosse ha interessato l’area, avvertita nettamente lungo la costa settentrionale dell’isola e nella Calabria meridionale.

7 febbraio, ore 16:19: evento principale di magnitudo Mw 4.7 (ML 4.8) con ipocentro a circa 17 km.

26 febbraio: terremoto di magnitudo Mw 4.4 a 184 km di profondità, espressione della sismicità profonda legata allo sprofondamento della litosfera ionica sotto l’arco calabro.

2) Sicilia occidentale: Isole Egadi (provincia di Trapani)

15 marzo: scossa Mw 4.1 a soli 5,7 km di profondità, quindi chiaramente percepita dalla popolazione.

26 agosto: tra gli eventi più forti dell’anno in regione, magnitudo Mw 4.7 (ML 4.7) con ipocentro a 9,4 km. Il sisma è stato moderatamente avvertito in diverse località costiere delle province di Trapani e Palermo.

3) Sicilia orientale e Mar Ionio

16 aprile: terremoto Mw 4.4 a 48,5 km di profondità nel Mar Ionio meridionale.

15 dicembre: evento ML 4.0 (31,6 km) localizzato anche grazie alla stazione sismica sottomarina MHPPL (Marine Hazard Portopalo), installata a 3.500 metri di profondità al largo di Portopalo di Capo Passero.

Area etnea: le mappe di densità sismica del 2025 evidenziano un’elevata concentrazione di eventi nella Sicilia orientale e nell’area dell’Etna. I micro-terremoti (magnitudo < 1.0) legati all’attività vulcanica sono monitorati dall' Osservatorio Etneo dell'INGV e spesso non compaiono nelle statistiche nazionali aggregate se non superano determinate soglie.

Contesto storico e prevenzione

L’analisi dei dati del 2025 non può prescindere dalla memoria storica. La Sicilia porta ancora i segni del terremoto del Belice del 1968, che causò 360 vittime e lo spopolamento di vaste aree, e della tragedia di Messina del 1908 (M 7.1), il sisma più letale della storia europea. Pur senza scenari di analoga gravità, l’elevato numero di eventi registrati ribadisce l’urgenza della prevenzione sismica: investire nella messa in sicurezza del costruito e nel rafforzamento delle reti di monitoraggio non è soltanto una necessità tecnica, ma un imperativo per la tutela sociale ed economica dell’isola.