Il caso
Rubata l'identità al sindaco: ecco come hanno fatto
Il profilo del sindaco di Gravina clonato per truffe finanziarie: denuncia e appello a segnalare i falsi profili
Non c’è tregua per la sicurezza digitale, neanche per chi ricopre ruoli istituzionali. Nelle ultime ore il sindaco di Gravina, Massimiliano Giammusso, è finito nel mirino di ignoti cyber-criminali che hanno orchestrato un sofisticato furto d’identità sui social network. L'obiettivo? Alimentare un circuito di truffe finanziarie ai danni della cittadinanza e degli utenti del web.
Il meccanismo messo in atto è subdolo quanto efficace. I malintenzionati hanno creato profili "clone", utilizzando il nome e le fotografie ufficiali del primo cittadino per conferire un’aura di autorevolezza e affidabilità al loro raggiro. Una volta stabilito un contatto con gli utenti - spesso tramite richieste d'amicizia o messaggi privati diretti - i truffatori invitano le vittime a unirsi a gruppi di messaggistica dedicati a "investimenti miracolosi". Si parla di criptovalute, trading online e schemi di guadagno rapido.
Il sindaco Giammusso, venuto a conoscenza della situazione grazie alle segnalazioni di alcuni cittadini insospettiti, ha reagito con estrema prontezza utilizzando i suoi canali reali per denunciare l’accaduto. Con un post carico di sdegno ma finalizzato alla protezione della comunità, Giammusso ha chiarito la situazione: «Qualche delinquente si sta divertendo a usare una mia foto profilo fake per attirare amici su pseudo gruppi di investimenti finanziari. È una truffa! E ho già provveduto a fare denuncia. Grazie a tutti, e vi prego di segnalare subito al sottoscritto e al social network dove siete stati contattati».
Il messaggio è inequivocabile: non esiste alcun legame tra l'amministrazione comunale e queste proposte finanziarie, che rappresentano invece un serio pericolo per i risparmi dei cittadini. Il primo cittadino non si è limitato allo sfogo social, ma ha immediatamente attivato le procedure legali necessarie, rivolgendosi alle autorità competenti per sporgere formale denuncia. Le indagini punteranno a tracciare l'origine dei profili fake, sebbene l'anonimato garantito da certe piattaforme renda spesso complessa l'identificazione dei responsabili.