Il disagio
Aule gelide a Siracusa: studenti in giubbotti e sciarpe, scuole pronte alla protesta
Termosifoni spenti: temperature attorno ai 12-13 gradi in alcune sedi, interventi tecnici previsti e mobilitazione degli studenti per ambienti di studio adeguati
Aule gelide, termosifoni spenti e studenti costretti a seguire le lezioni con giubbotti e sciarpe. È il quadro che si registra in questi giorni in diversi istituti di Siracusa, dove i disservizi agli impianti termici stanno incidendo in modo concreto sulla quotidianità di alunni e docenti, fino a compromettere in alcuni casi il regolare svolgimento dell’orario. Il tutto mentre, sul piano istituzionale, si torna a discutere della razionalizzazione dell’utilizzo degli edifici scolastici.
A richiamare l’attenzione è il Codacons, che in una nota segnala criticità all’Istituto di Istruzione Superiore “Insolera”: nelle classi la colonnina di mercurio si fermerebbe attorno ai 12 gradi, con impianti di riscaldamento presenti ma fuori uso. Una condizione che rende gravosa la permanenza in aula per ore consecutive e che, secondo le informazioni raccolte, potrebbe perdurare per circa una settimana, il tempo stimato per gli interventi di manutenzione.
Nel frattempo, le lezioni proseguono regolarmente, nonostante il freddo e i lavori in corso, alimentando il malcontento degli studenti. Disagi analoghi al Liceo Corbino, in particolare nella sede distaccata, dove nei giorni scorsi sono stati rilevati circa 13 gradi: un valore sotto gli standard fissati dalla normativa, che indica in 18 gradi la soglia minima per garantire condizioni adeguate alla didattica. Gli studenti lamentano difficoltà di concentrazione e un diffuso disagio legato alla prolungata permanenza in ambienti freddi.
«Siamo pienamente consapevoli – dichiara la dirigente Valentina Grande – che la temperatura rilevata nelle classi della sede succursale, pari a circa 13 gradi, non risponde ai parametri previsti dalla normativa vigente, la quale stabilisce che al di sotto dei 18 gradi non possano essere garantite condizioni adeguate per lo svolgimento delle attività didattiche. Tale norma tutela, da un lato, il diritto allo studio delle studentesse e degli studenti e, dall’altro, le condizioni di lavoro necessarie per poter fare lezione in modo efficace e sicuro».
La dirigente scolastica, in contatto da mesi con il settore edilizia scolastica del Libero consorzio, ha avviato le interlocuzioni con gli organi competenti già giovedì scorso, alla prima ondata di freddo, e segue con attenzione la gestione del problema. «È già previsto per la giornata di oggi, l’intervento di un tecnico incaricato dal Libero consorzio, che effettuerà un sopralluogo sulla caldaia della succursale per attivare il riscaldamento, e su quella della sede centrale per verificarne il corretto funzionamento».
Alle criticità già note si aggiunge l’Istituto Polivalente “Quintiliano”, soprattutto nella sede succursale: per oggi non è garantito l’orario pieno delle lezioni qualora dovessero persistere le condizioni meteorologiche avverse e la mancata accensione della caldaia di via Pitia. Disagi simili emergono anche all’istituto Fermi, dove si segnalano problemi analoghi legati al riscaldamento.
La situazione ha spinto i rappresentanti di istituto delle scuole superiori cittadine a coordinarsi per una manifestazione prevista domani: l’intenzione è riunire gli istituti della città in una protesta comune per chiedere ambienti scolastici adeguati e condizioni dignitose. Un paradosso, osservano famiglie e studenti, se si considera il contesto siciliano: in una regione dal clima mite per gran parte dell’anno, l’uso continuativo degli impianti termici si limita a poche settimane. Proprio per questo appare difficile accettare che non si riesca a gestire una problematica tanto prevedibile quanto circoscritta nel tempo.