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Il ricordo sui social

La questura di Palermo in lutto per la morte di Vincenzo Ingrassia

La Questura di Palermo in lutto per Vincenzo Ingrassia, storico del reparto mobile e appassionato biker, morto dopo una lunga malattia: lascia due figli.

Luigi Ansaloni

12 Gennaio 2026, 20:16

La questura di Palermo in lutto per la morte di Vincenzo Ingrassia

La Questura di Palermo è in lutto per la scomparsa di Vincenzo Ingrassia, stimato poliziotto e figura storica del Reparto mobile, spentosi dopo una grave malattia affrontata con esemplare dignità.

In servizio dal 1991, per i colleghi era ben più di un semplice agente: un riferimento sicuro, un veterano che metteva quotidianamente la propria esperienza al servizio dei più giovani.

La notizia arriva a pochi giorni da quello che sarebbe stato il suo cinquantacinquesimo compleanno, il 15 gennaio, rendendo il distacco ancora più doloroso per quanti lo hanno conosciuto e apprezzato.

Una vita interamente dedicata alla divisa e alla tutela dell’ordine pubblico.

Con oltre trent'anni di servizio, Ingrassia era divenuto il componente più anziano del Reparto mobile palermitano. La sua presenza costante e la profonda conoscenza delle dinamiche operative lo avevano trasformato in una “roccia”, come lo definiscono in molti.

Alle indiscusse qualità professionali univa una straordinaria empatia e quella tenacia che lo ha accompagnato fino all’ultimo giorno della sua battaglia.

Fuori dal lavoro coltivava una grande passione per le due ruote, in particolare per le Harley-Davidson. Figura nota e rispettata nei motoraduni e nei club palermitani, oggi quei sodalizi si uniscono al dolore della famiglia con numerosi messaggi di cordoglio.

Gli amici biker lo ricordano come un uomo schietto e generoso, capace di creare legami profondi grazie al suo carattere solare. La sua scomparsa lascia un vuoto enorme non solo nella Polizia di Stato, ma anche nella comunità motociclistica, che perde un compagno di viaggio instancabile.

Nelle ultime ore i social sono stati attraversati da post e fotografie che lo ritraggono in momenti professionali e di quotidianità. I colleghi lo descrivono come un amico affidabile, su cui contare nei frangenti più difficili, e una guida discreta ma autorevole.

Ingrassia lascia due figli, ai quali la Questura e i compagni di una vita si stringono idealmente.

Palermo saluta con commozione uno dei suoi figli migliori, un servitore dello Stato devoto e un uomo profondamente amato.