Giustizia
L'arrivo di dieci giudici al Tribunale di Trapani non "sana" la carenza di giudicanti
In Procura si attende l’arrivo dell’aggiunto Stefano Luciani mentre il personale amministrativo rimane sotto organico
Il procuratore di Trapani Gabriele Paci e la presidente del Tribunale Alessandra Camassa
A Palazzo di Giustizia l'arrivo dei nuovi togati, dieci in tutto, divisi tra Procura e Tribunale, rappresenta un punto a favore del sistema “giustizia” ma c'è una partita tutta aperta. Il ministero, ed il Csm, sono ancora in debito con la macchina giudiziaria locale, e lo dicono sia la presidente del Tribunale, giudice Alessandra Camassa, sia il capo dell'ufficio inquirente, il procuratore Gabriele Paci.
Tra qualche giorno in Procura si insedierà il procuratore aggiunto, in arrivo da Roma, Stefano Luciani. Paci e Luciani, tornano a fare squadra: binomio importante fu il loro a Caltanissetta. La Procura di Trapani non ha più posti vacanti. «La squadra è al completo - risponde Paci - Intanto oggi ringrazio i pm che frattanto sono andati via. Il loro lavoro, in una Procura sotto organico, ha evitato l'accumularsi di arretrato e i dati dimostrano che in un periodo in cui la carenza di organico è stata quasi del 63 per cento, una sofferenza mai registrata per un periodo così lungo, superiore ai due anni, l'ufficio ha mantenuto ottimi livelli di proposta e oggi non ci sono fascicoli arretrati».
In Tribunale invece resta il problema, serio, di una coperta troppo corta. Si copre un vuoto, per lasciare scoperto un altro. «Intanto - dice la presidente Camassa - siamo in attesa che vengano nominati i due presidenti delle sezioni penali. Il Tribunale è alle prese con un continuo turnover, anche per le applicazioni che vengono chieste in Corte di Appello a Palermo, non c'è una grave patologia ma debbo dire che sono continue le difficoltà. Nel civile possiamo dire che i ritardi sono stati quasi del tutto annullati, nel penale ci sono numeri non positivi». Comporre i collegi non è facile. «Servirebbero altri tre giudici in più, Trapani è sede di Corte di Assise e del Tribunale delle misure di prevenzione».
C'è una norma antica che riconosce la titolarità del Tribunale di Trapani assieme a quello di Santa Maria Capua Vetere, ad avere una sezione specializzata delle misure di prevenzione. Tradotto significa un organico assegnato ad hoc, togati incaricati solo in questo ufficio, «a Trapani questa è una prerogativa rimasta sulla carta» sottolinea la presidente Camassa.
«La regola che ci viene imposta - prosegue la presidente - è quella di un continuo soffrire, ma nessuno si arrende. Lavoriamo sodo alle prese con gli obiettivi del Pnrr che entro la fine di giugno stabilisce determinati parametri, nel civile possiamo riconoscere di aver già oggi raggiunto gli obiettivi fissati, sono certa che stessa cosa accadrà per il penale, ma al traguardo del 30 giugno ci verrà tolto quel personale amministrativo che è servito alla tabella di marcia del Pnrr, e senza il quale si rischia di tornare ad accumulare ritardi».
Il personale delle cancellerie è la nota dolente, sia per Tribunale quanto per la Procura. «Abbiamo - dicono all'unisono - dei volenterosi, personale splendido e capace», ma in Procura, dove da anni manca un direttore, «non può più essere garantita una segreteria per ogni pm» dice Paci.
Ma a non funzionare non è il personale ma l'informatica. «Devo dire - osserva la giudice Camassa - che funziona bene nel civile, male nel penale». «Processo penale informatico sulla carta - aggiunge il procuratore - per non dire poi che in servizio non abbiamo un solo dipendente con il profilo informatico». L'informatica che non accorcia tempi. Per passare in giudicato una sentenza si impiega in media 40 minuti. Nel penale passare un documento per l'"App" è cosa ardimentosa.
Infine vogliamo parlare dei problemi strutturali? La risposta comune è “no comment”.
Le loro sono affermazioni che alla pari potrebbero arrivare da altri presidenti e procuratori. Problematiche spalmate. Si avverte mancare un'azione di Governo. Più che interessarsi alla separazione delle carriere, ci si dovrebbe occupare di impedire semmai la separazione dei cittadini della Giustizia.
Rino Giacalone