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Mafia

Cosa nostra ennese: sequestrati beni ed aziende per 800.000 euro

Il provvedimento verso Carmelo Bruno, ritenuto a capo della famiglia di Calascibetta

Redazione Caltanissetta

13 Gennaio 2026, 09:08

09:39

Cosa nostra ennese: sequestrati beni ed aziende per 800.000 euro

Due imprese agricole, 9 fabbricati, circa 35 ettari di terreni, 6 veicoli agricoli e vari rapporti bancari per un valore stimato in complessivi 800.000 euro circa. Questo l'ammontare del sequestro nei confronti di Carmelo Bruno, ritenuto a capo della "famiglia di Calascibetta". Il Tribunale di Caltanissetta, Sezione Misure di prevenzione, su proposta - a firma congiunta - avanzata dalla Direzione distrettuale Antimafia di Caltanissetta e dalla Direzione investigativa Antimafia, ha emesso il decreto di sequestro beni ai sensi della normativa antimafia, nei confronti dell'uomo di Calascibetta, già condannato in via definitiva per associazione mafiosa, estorsione, detenzione di armi e traffico di stupefacenti, in quanto inserito nell'organizzazione criminale denominata "Cosa nostra", in seno alla quale ha anche assunto la direzione della "famiglia di Calascibetta". Già nel 2022, il Tribunale di Caltanissetta, data la evidente pericolosità sociale di Bruno, come previsto dal Codice Antimafia, ha disposto nei suoi confronti la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per anni due e mesi sei. Le attività investigative che hanno portato all'adozione del provvedimento di sequestro sono state svolte da personale della Direzione Investigativa Antimafia di Caltanissetta, che ha provveduto ad eseguire il provvedimento di sequestro patrimoniale di prevenzione.

Il decreto trae origine da un'attività finalizzata alla individuazione e aggressione degli illeciti patrimoni, anche mediante l'utilizzo di compiacenti prestanome, riconducibili alle organizzazioni criminali o comunque a soggetti ad essa contigui, il cui tenore di vita è risultato sproporzionato rispetto ai redditi e agli asset dichiarati. In sequestro ha interessato l'intero complesso aziendale dell'uomo, mentre i conti erano intestati a lui o a familiari. L'odierno risultato si inserisce nell'ambito delle attività finalizzate all'aggressione delle illecite ricchezze acquisite e riconducibili, direttamente o indirettamente, a contesti delinquenziali agendo così a tutela e salvaguardia della parte sana del tessuto economico locale e nazionale.