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Comune di Palermo, la diaspora della Nuova Dc: Bonanno e Raja ai saluti, in pole c’è Fratelli d’Italia
I movimenti nel centrodestra e i due consiglieri pronti a staccarsi
Ci siamo. È questione di giorni: Domenico Bonanno e Viviana Raja, consiglieri - il primo, presidente - dell’ormai sfrangiato gruppo della Democrazia cristiana in consiglio comunale, arrivano alla boa di metà regata della costituzione di un gruppo autonomo, in attesa dell’approdo in altro partito della coalizione. Forza Italia forse, con i bookmaker che però fanno spallucce; Fratelli d’Italia assai più probabilmente. Certamente, si direbbe anzi, a sentire le indiscrezioni su un pezzo della diaspora Dc che potrebbe non solo segnare la fine di una storia politica a braccetto con i cuffariani, ma la stessa compagine di giunta. Uno di quei casi in cui non si capisce bene chi sia a corteggiare chi, con entrambe le compagini di centrodestra oggettivamente interessate al doppio arruolamento. Il motivo, o uno dei motivi, è immaginabile: si tratta di una componente dal dna cuffariano poco marcato, assieme a quella degli ex forzisti di Andrea Mineo e Mauro Pantò (i consiglieri Natale Puma e Salvatore Di Maggio) e il polso della crescita di questo “pezzo” di Nuova Dc ai saluti, è in costante monitoraggio da parte delle altre segreterie del centrodestra.
Bonanno e Raja, da settimane, non firmano note, comunicati, repliche e annunci ufficiali con la sigla di partito: più che un indizio, che va a sommarsi con ciò che sempre meno sommessamente negli ambienti del consiglio, a prescindere dalle tinte politiche, si va dicendo: i due consiglieri sono in predicato di passare al fianco dell’assessore regionale Francesco Paolo Scarpinato, in un gioco di incastri del quale non sono gli unici protagonisti. Eccolo, il domino all’incontrario, o il ping pong tra Palermo e Roma. Scarpinato potrebbe infatti andare a occupare uno scranno in Senato, se ne parlerà in questi giorni in parlamento. Alle ultime elezioni, era arrivato dietro Ella Bucalo, nell’onda lunga che aveva premiato, in quelle consultazioni, le liste di Cateno De Luca nel Messinese. Data per scontata la volontà dei meloniani di “lasciare” un assessore regionale a Messina, la Bucalo, che per il parlamento nazionale era stata “riprotetta” con l’inserimento in testa di lista, è tra le papabili alla successione di Elvira Amata al Turismo. Non l’unica ipotesi di sostituzione: a sala Martorana potrebbe subentrare a Scarpinato Valentina Caputo, con palmarès milazziano, e il nome di Brigida Alaimo è pure tra quelli candidati all’assessorato regionale al Turismo. In questo quadro, Bonanno e Raja andrebbero a formare in consiglio un “gruppo cuscinetto” per poi entrare a gonfie vele in Fratelli d’Italia, con la possibilità per nulla inverosimile, anche se tutta da verificare, di liberare le mani al sindaco Roberto Lagalla, per un rimpasto. L’ipotesi di Bonanno assessore in quota Fratelli d’Italia costerebbe il posto in giunta, infatti all’altro Dc Giuliano Forzinetti.
C’è di più. In queste ore è in agenda all’Ars la votazione sul consigliere supplente, perché Alessandro Anello e Fabrizio Ferrandelli sono sia consiglieri sia assessori. In predicato di entrare in consiglio, Igor Gelarda (primo dei non eletti nella Lega, ma oggi vicino a Controcorrente di Ismaele La Vardera) e Cesare Mattaliano, che però è già schierato con il movimento dell’assessore capitolino Alessandro Onorato, il Progetto Civico Italia che ha tra i suoi pezzi di riferimento Carmelo Miceli. Due (almeno ptenzialmente) di opposizione, dunque, anche se Anello, nel caso di Gelarda, avrebbe rivelato ai suoi che lo inviterebbe a non lasciare i ranghi leghisti. Una possibile arma di persuasione è la possibilità di scalzare comunque Gelarda in qualsiasi momento, tornando a vestire i panni di consigliere. Si verrebbe a capo, a margine, anche dell’immobilità della settima commissione, presieduta da Pasquale Terrani, della quale fanno parte i lungo-assenti Fabrizio Ferrandelli e lo stesso Scarpinato.
E il resto della pattuglia Dc a sala Martorana? Salvo Imperiale, legato da amicizia e storia con Cuffaro, non lascerà la barca, come pure Giovanna Rappa. Quelli che sembrano avere meno fretta di vedere come finisce, sono i forzisti storici dell’ex assessore Mineo e di Pantò. Loro, una casa ce l’hanno, oltre a un trend di radicamento positivo, in città come in provincia. A proposito di provincia ed ex forzisti, cominciano a contarsi le defezioni, stavolta verso Forza Italia. Del mese scorso, il post con il quale Giuseppe Eusebio D’Alì, già portavoce nazionale Dc, entra in Grande Sicilia con il motto «Dove c’è Miccichè, c’è casa».