il caso
Identificato tredici anni dopo il naufragio di Lampedusa: ma mancano ancora all'appello altre 200 persone
Nel 2013 un peschereccio a picco con 368 persone a bordo al largo dell'isola dei Conigli. Le analisi su una delle salme sepolte a Bompensiere
È stata identificata la 186esima vittima del naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa.
A quasi tredici anni dalla tragedia costata la vita a 368 persone, quell’uomo, originario dell’Eritrea e sepolto nel cimitero di Bompensiere, nel Nisseno, ha finalmente un nome e un cognome.
L’équipe del Labanof dell’Università di Milano, in collaborazione con il Comitato 3 ottobre, ha fornito una risposta certa ai familiari.
La salma era stata esumata lo scorso 15 dicembre.
Il Labanof ha applicato un protocollo completo di indagini post mortem: documentazione fotografica forense, scansione 3D dello scheletro e prelievo di campioni biologici per l’estrazione del DNA.
I profili genetici ricavati sono stati poi confrontati con le informazioni ante mortem raccolte presso i parenti, fino a riscontrare una corrispondenza scientifica che ha consentito l’identificazione.
In parallelo, il Comitato 3 ottobre ha mantenuto i contatti con la famiglia e raccolto ulteriori elementi utili.
“A Bompensiere abbiamo dimostrato che è possibile fare di più: le competenze ci sono, le tecnologie ci sono. Quello che manca è la volontà politica”, hanno dichiarato dal Comitato 3 ottobre, da anni impegnato nella definizione di una proposta di legge a livello europeo per garantire procedure comuni di identificazione e il diritto delle famiglie alla verità.