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il caso

Corruzione, l'assessora Elvira Amata davanti al gip di Palermo: la questione dell'assunzione del nipote in "cambio" di una sponsorizzazione

L'esponente di FdI davanti al giudice. La Procura ha chiesto il processo. Tutto rinviato al 2 marzo

Fabio Russello

13 Gennaio 2026, 10:06

11:37

Corruzione, l'assessora Elvira Amata davanti al gip di Palermo: la questione dell'assunzione del nipote in "cambio" di una sponsorizzazione

Accompagnata dai suoi legali, l’assessora regionale al Turismo della Sicilia, Elvira Amata, è arrivata al Tribunale di Palermo per la prima udienza preliminare davanti al gup Walter Turturici.

La rappresentante della Giunta è indagata per corruzione nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Palermo, inizialmente più ampia e ora circoscritta a due episodi riconducibili a un unico contesto. Il tutto è stato rinviato al 2 marzo. L'associazione consumatori Codacons non è stata ammessa come parte civile, la Regione non si è costituita.

Secondo la contestazione, al centro del fascicolo vi sarebbe l’assunzione del nipote dell’assessora in una società riconducibile alla coindagata Marcella Cannariato, moglie del patron di Sicily By Car, Tommaso Dragotto, e interessata a un finanziamento per una manifestazione da lei organizzata. L’imprenditrice Cannariato ha chiesto l’abbreviato, scelta invece non fatta dall'assessora Amata.

Per l’accusa, Amata avrebbe “sponsorizzato” l’iniziativa su “Donne, economia e potere” del dicembre 2023, promossa dalla Fondazione Marisa Bellisario, in cambio di un impiego per il figlio della propria sorella, prematuramente scomparsa.

L’assessorato avrebbe erogato 30 mila euro; in contropartita, sostiene la Procura, Cannariato avrebbe assunto Tommaso Paolucci nella A&C Broker Srl, società di cui era legale rappresentante.

Il giovane avrebbe lavorato da settembre 2023 a marzo 2024 e, nello stesso periodo, avrebbe usufruito di un alloggio pagato dalla stessa imprenditrice presso la struttura ricettiva Leone Suite B&B, per un totale di 4.590,90 euro.

Interrogata dai magistrati, Amata ha confermato la circostanza, spiegando di aver voluto aiutare Paolucci in seguito al gravissimo lutto per la perdita della madre.

La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per l’assessora.