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Mobilità

La fermata metro? In auto e sotto il ponte autostradale. Il caso a Misterbianco

La denuncia del gruppo consiliare "Attiva" dopo la soppressione della vecchia stazione

Leandro Perrotta

13 Gennaio 2026, 10:20

La fermata metro? In auto e sotto il ponte autostradale. Il caso a Misterbianco

«Questa sotto i ponti di Monte Po' è la fermata "regolare" di buona parte delle e degli studenti dell'area di Misterbianco». A scriverlo, con tanto di foto che illustrano "l'usanza locale" di fermarsi quotidianamente sotto il ponte autostradale in auto è il gruppo politico "Attiva Misterbianco" per voce della fondatrice Anna Bonforte. Bonforte, lavoratrice pendolare - senza patente - che ogni giorno si recava a Catania con la linea Circumetnea, denuncia che questo si verifica da quanto è stato soppresso «il servizio di trasporto "collettivo" pubblico del treno di superficie da Paternò al Borgo dallo scorso 16 giugno 2025». In buona sostanza le famiglie si "arrangiano" al regolare accompagnamento quotidiano alla fermata più prossima alla metropolitana Fce "Monte Po' non potendo più usufruire della "littorina", così la chiamava il fascio per attribuirsene il merito, nell'altissima probabilità di non riuscire ad agganciare un autobus strapieno sin dalle prime ore e comunque avendo come destinazione finale il raggiungimento di una scuola più vicina alla metropolitana che arriva nel cuore della città di Catania fino a piazza Stesicoro.

Lo sfogo continua, citando «la variazione di bilancio "approvata all'unanimità dal CC" circa il potenziamento del trasporto pubblico locale con gli autobus navetta dal centro di Misterbianco, finanziamenti trovati anche dall'onle Jose Marano all'Ars. Niente, questi autobus li staranno costruendo con i Lego e non sono ancora pronti, oppure il finanziamento è sparito "puff", oppure se ne stanno sbattendo le putenda perché tanto non hanno mai viaggiato con un mezzo pubblico in vita loro, appartendo alla fortunata specie umana di figli di genitori acquirenti di motorino/bici elettrica/vespa50. Sì, viaggiare...cantava il poeta!»