13 gennaio 2026 - Aggiornato alle 14:55
×

Il delitto

"Chiara aggredita in cucina, i segni di Sempio sull'Estathé": la bomba sulla nuova perizia di Garlasco

Nuova perizia: colluttazione in cucina, dna di Alberto Stasi sulla cannuccia dell'Estathé e accertamenti che potrebbero riaprire il caso

Luigi Ansaloni

13 Gennaio 2026, 11:54

Andrea Sempio

Andrea Sempio

Una colluttazione in cucina avrebbe preceduto l’uccisione di Chiara Poggi: una scansione dei fatti diversa e alternativa rispetto a quella tracciata nel 2007, approdata comunque alla condanna di Alberto Stasi.

Come scrive il Corriere della Sera, a ridefinire l’azione omicidiaria sono i consulenti della famiglia della vittima, che hanno concluso una nuova serie di accertamenti nella villetta di via Pascoli, a Garlasco.

«Abbiamo concluso il nostro lavoro» — spiega il perito Dario Redaelli — «Io, da analista della scena del crimine, ho pronta la relazione che settimana prossima consegnerò ai legali, i quali ne faranno l’uso che ritengono opportuno».

Il gruppo di esperti non si è limitato a esaminare i monili indossati da Chiara il giorno del delitto, ma ha ricostruito una possibile dinamica dell’omicidio, giungendo a conclusioni differenti rispetto alla Bpa del 2007, che collocava l’avvio dell’aggressione all’ingresso dell’abitazione.

«Per noi — precisa Redaelli — l’aggressione, che sfocia nell’omicidio, comincia invece in cucina, dove nella spazzatura dell’ultima colazione di Chiara è stato trovato il bricco di Estathé sulla cui cannuccia c’è il Dna di Alberto Stasi».

È questo il punto di partenza della strategia del pool che assiste i Poggi, i quali escludono l’ipotesi di un responsabile diverso dal fidanzato della giovane, condannato in via definitiva a 16 anni.

L’avvocato Gian Luigi Tizzoni non ha mai nascosto lo scetticismo verso la nuova inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio.

Le ultime mosse lasciano però intendere che legali e consulenti della famiglia si stiano preparando a un prevedibile rinvio a giudizio, a un possibile processo e a un’eventuale istanza di revisione della condanna di Stasi.

Interrogato sulle finalità dei nuovi accertamenti, Redaelli osserva: «Ritengo questi risultati utilizzabili in caso di una richiesta di revisione, ma il mio ruolo è quello di consulente. Decideranno i legali».

Pur non avendo mai ritenuto fondate le accuse a carico di Sempio, paradossalmente è stata la nuova indagine pavese a offrire un ulteriore indizio che ha spinto a riesaminare la scena del crimine.

Nel corso dell’incidente probatorio è stata infatti analizzata la spazzatura della casa Poggi, finora mai vagliata.

Così è emersa la traccia genetica di Alberto Stasi sulla cannuccia dell’Estathé.

«Se i giudici che lo hanno condannato a suo tempo avessero avuto quel Dna avrebbero potuto produrre una motivazione ancora più forte alla condanna», chiosa Redaelli.

La linea processuale dei legali della famiglia Poggi appare ormai definita, ma resta da verificarne la solidità.

Decisive saranno le conclusioni, ormai imminenti, del lavoro dei pm di Pavia e, in particolare, l’esito della nuova analisi delle tracce ematiche affidata ai Ris di Cagliari, già consegnata ai magistrati ma finora trapelata solo per indiscrezioni.

Sembra che i Ris confermino un’aggressione articolata in più fasi.

Resta da chiarire se l’azione sia iniziata in cucina o all’ingresso e quanto tale dettaglio possa incidere sull’eventuale proscioglimento del nuovo indagato.