Il patto tra le tre mafie in Lombardia c'è stato. L'ufficio gip/gup di Milano ha voluto dare una breve anticipazione delle motivazioni della sentenza del processo abbreviato "Hydra", che è stata emessa ieri sera.
Il gup ha riconosciuto «l'operatività sul territorio lombardo di un’associazione costituita da singoli soggetti, alcuni dei quali già in passato ricondotti giudiziariamente alle cosiddetta mafie storiche (cosa nostra, camorra, 'ndrangheta) e altri comunque collegati a tali soggetti, che ha esercitato la propria capacità intimidatoria determinando condizioni di assoggettamento e di omertà sulla collettività mediante il ricorso alla violenza e alla minaccia».
E gestendo «l'attività di cessione delle sostanze stupefacenti (cocaina, hashish, marijuana) ed inserendosi nella realtà economica locale con proprie società le cui attività erano finalizzate principalmente all’attività di riciclaggio di denaro proveniente da precedenti illeciti».
Lo scrivono il presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia e la presidente della sezione Gip-Gup Ezia Maccora in una «informazione provvisoria» esplicativa della sentenza.
Ieri sera il giudice Emanuele Mancini ha condannato con rito abbreviato 62 imputati a pene fino a 16 anni di reclusione e ha mandato a processo 45 persone nel maxi procedimento, a carico di oltre 140, con al centro l’ipotesi, confermata dal verdetto, della Procura diretta da Marcello Viola, coi pm della Dda Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, di un’alleanza tra esponenti delle tre mafie in Lombardia, il cosiddetto «sistema mafioso lombardo».
La motivazione della sentenza, arrivata a seguito dell’inchiesta «Hydra» dei carabinieri del Nucleo investigativo, si legge nella nota, «sarà depositata tra 90 giorni, stante la complessità del procedimento».
I siciliani di Cosa Nostra avevano un peso nel cosiddetto consorzio criminale. E se Paolo Aurelio Errante Parrino, imparentato tramite la madre con il padrino (defunto) Matteo Messina Denaro, ha deciso di affrontare il dibattimento, altri imputati sono stati condannati in abbreviato. Le pene sono state severe considerando lo sconto del rito alternativo.
La componente di Cosa Nostra nel cosiddetto "consorzio" criminale comprendeva esponenti legati a diversi mandamenti siciliani operativi tra Milano e l'hinterland. E fra di loro c'è William Cerbo, lo "scarface" catanese, che ha deciso di collaborare con la giustizia e ha confermato l'esistenza del patto federativo fra le mafie.
Giuseppe Fidanzati, figlio dello storico boss palermitano dell’Acquasanta Gaetano Fidanzati, è stato condannato alla pena di anni 14 di reclusione; Bernardo Pace, ritenuto esponente del mandamento della provincia di Trapani, alla pena di anni 14 e mesi 4 di reclusione; Samuele Bonanno, indicato come referente milanese della famiglia mafiosa di Pietraperzia (Enna), alla pena di anni 12 di reclusione; Michele Pace, anch'egli del mandamento trapanese, alla pena di anni 12 di reclusione; Domenico Pace, esponente della medesima consorteria, alla pena di anni 11 e mesi 4 di reclusione; Antonino Galioto, palermitano dell'Acquasanta, alla pena di anni 11 e mesi 2 di reclusione; William Alfonso Cerbo, alla pena di anni 5 di reclusione; infine Stefano Fidanzati, appartenente allo storico mandamento palermitano, è stato condannato alla pena di anni 2 e mesi 8 di reclusione.
La 'Ndrangheta, sarebbe stata rappresentata nel consorzio mafioso, con la locale di Legnano-Lonate Pozzolo.
Massimo Rosi, considerato il reggente della locale di Legnano-Lonate Pozzolo, è stato condannato alla pena di anni 16 di reclusione; Filippo Crea, esponente di spicco della componente calabrese, alla pena di anni 14 e mesi 8 di reclusione; Giuseppe Pizzata alla pena di anni 14 e mesi 4 di reclusione; Bernardo Pace alla pena di anni 14 e mesi 4 di reclusione; Michele Pace alla pena di anni 12 di reclusione; Domenico Pace alla pena di anni 11 e mesi 4 di reclusione; Giacomo Cristello alla pena di anni 11 e mesi 2 di reclusione; Giovanni Cirillo alla pena di anni 10 e mesi 10 di reclusione; Francesco Bellusci, collaboratore di giustizia della locale di Legnano-Lonate Pozzolo, è stato condannato alla pena di anni 4 e mesi 6 di reclusione; infine Pasquale Filomeno Toscano è stato condannato alla pena di anni 11 e mesi 2 di reclusione.
I camorristi invece sono riferibili alla famiglia Senese
Giovanni Abilone, figura centrale per la gestione di imponenti crediti d'imposta fittizi, è stato condannato alla pena di anni 13 e mesi 4 di reclusione; Domenico Brancaccio alla pena di anni 10 e mesi 6 di reclusione; Vincenza Albanese alla pena di anni 11 e mesi 4 di reclusione; Antonio Grasso alla pena di anni 13 e mesi 8 di reclusione; Paolo Grasso alla pena di anni 7 di reclusione; infine Antonio Dimiccoli è stato condannato alla pena di anni 6 e mesi 2 di reclusione ed € 6.000,00 di multa
Ecco l'elenco dei condannati: Giovanni Abilone è stato condannato a anni 13 e mesi 4 di reclusione
; Vincenza Albanese a anni 11 e mesi 4 di reclusione
; Simone Aquilano a anni 2 e mesi 4 di reclusione ed € 8.000,00 di multa
; Francesco Bellusci a anni 4 e mesi 6 di reclusione
; Salvatore Blanco a anni 6 e mesi 2 di reclusione ed € 6.000,00 di multa
; Samuele Bonanno a anni 12 di reclusione
; Alessandro Bramonti a anni 10 e mesi 6 di reclusione
; Domenico Brancaccio a anni 10 e mesi 6 di reclusione
; Antonio Caldarelli a anni 1 e mesi 4 di reclusione
; Pasquale Callipari a anni 2 e mesi 4 di reclusione ed € 6.000,00 di multa
; William Alfonso Cerbo a anni 5 di reclusione
; Giovanni Cirillo a anni 10 e mesi 10 di reclusione
; Alessio Ciulla a anni 2 e mesi 6 di reclusione ed € 10.000,00 di multa
; Emanuela Colombo a mesi 4 di reclusione
; Salvatore Coluccio a anni 2 e mesi 8 di reclusione ed € 6.000,00 di multa
; Filippo Crea a anni 14 e mesi 8 di reclusione
; Giacomo Cristello a anni 11 e mesi 2 di reclusione
; Aurelio D'Alia a anni 3 di reclusione
; Vincenzo Deodato a anni 6 e mesi 2 di reclusione ed € 6.000,00 di multa
; Michele Destefano a anni 4 di reclusione ed € 16.000,00 di multa
; Antonio Dimiccoli a anni 6 e mesi 2 di reclusione ed € 6.000,00 di multa
; Giuseppe Fidanzati a anni 14 di reclusione
; Stefano Fidanzati a anni 2 e mesi 8 di reclusione
; Giuseppe Fiore a anni 7 e mesi 1 di reclusione
; Gianfranco Fontana a anni 5 e mesi 4 di reclusione ed € 20.000,00 di multa
; Antonino Galioto a anni 11 e mesi 2 di reclusione
; Giovanni Gatto a anni 3 e mesi 1 di reclusione ed € 4.000,00 di multa
; Antonio Grasso a anni 13 e mesi 8 di reclusione
; Paolo Grasso a anni 7 di reclusione
; Giada Jelmini a anni 3 e mesi 2 di reclusione ed € 4.000,00 di multa
; Alessandro La Cara a anni 5 di reclusione ed € 10.000,00 di multa
; Pietro Mazzotta a anni 13 di reclusione
; Maurizio Menghetti a anni 3 e mesi 6 di reclusione ed € 8.000,00 di multa
; Luca Milano a anni 2 e mesi 4 di reclusione ed € 6.000,00 di multa
; Alessandro Illuminato Molluso a anni 4 e mesi 4 di reclusione ed € 10.000,00 di multa
; Francesco Molluso a anni 4 di reclusione ed € 8.000,00 di multa
; Alessandro Monti a anni 4 e mesi 8 di reclusione ed € 10.000,00 di multa
; Maria Assunta Morana a mesi 4 di reclusione
; Ejll Mroshaj a anni 2 e mesi 4 di reclusione ed € 6.000,00 di multa
; Carmelo Oliveri a anni 4 e mesi 9 di reclusione ed € 10.000,00 di multa
; Bernardo Pace a anni 14 e mesi 4 di reclusione
; Domenico Pace a anni 11 e mesi 4 di reclusione
; Michele Pace a anni 12 di reclusione
; Iginio Panaiia a anni 3 e mesi 6 di reclusione ed € 8.000,00 di multa
; Daniele Papalia a anni 4 di reclusione ed € 10.000,00 di multa
; Riccardo Francesco Perversi a anni 3 di reclusione
; Saverio Pintaudi a anni 3 e mesi 6 di reclusione
; Giuseppe Pizzata a anni 14 e mesi 4 di reclusione
; Orsolo Polise a anni 1 e mesi 4 di reclusione
; Maria Domenica Postu' a anni 10 e mesi 8 di reclusione
; Antonio Romeo a anni 2 e mesi 8 di reclusione
; Massimo Rosi a anni 16 di reclusione
; Andrea Michele Russo a anni 4 e mesi 8 di reclusione ed € 10.000,00 di multa
; Daniela Sangalli a anni 10 e mesi 8 di reclusione
; Sergio Sanseverino a anni 13 di reclusione
; Saverio Sergi a anni 2 e mesi 4 di reclusione ed € 6.000,00 di multa
; Giuseppe Sorce a anni 13 di reclusione
; Giuseppe Spatola a anni 1 e mesi 4 di reclusione
; Pasquale Filomeno Toscano a anni 11 e mesi 2 di reclusione
; Klement Veizaj a anni 3 e mesi 2 di reclusione ed € 4.000,00 di multa
; Mario Ventura a anni 4 e mesi 4 di reclusione ed € 6.000,00 di multa
; Giuseppe Zavettieri a anni 4 e mesi 1 di reclusione ed € 10.000,00 di multa.
Ecco invece gli assolti: Mohamed Emam Taha Abd El Latif è stato assolto dal reato di cui al capo 76 perché il fatto non costituisce reato
; Giuliano Anderlini dal reato di cui al capo 63 perché il fatto non costituisce reato
; Pasquale Antonazzo dal reato di cui al capo 68 perché il fatto non sussiste
; Manuela Aquilanti dal reato di cui al capo 75 perché il fatto non costituisce reato
; Salvatore Barra dal reato di cui al capo 35 per non avere commesso il fatto
; Antonio Bassetto dal reato di cui al capo 79 perché il fatto non costituisce reato
; Claudio Cannizzaro dal reato di cui al capo 59 perché il fatto non costituisce reato
; Marco Cassago dal reato di cui al capo 65 perché il fatto non costituisce reato
; Luca Congiu dal reato di cui al capo 61 perché il fatto non costituisce reato
; Francesco Cottone dal reato di cui al capo 66 perché il fatto non costituisce reato
; Yrina Gayli dai reati di cui ai capi 19, 20 e 21 per non avere commesso il fatto
; Maria Rita Gennaro dal reato di cui al capo 72 perché il fatto non costituisce reato
; Antonino Guarnaccia dai reati di cui ai capi 80.1, 80.2 e 80.3 per non avere commesso il fatto
; Maurizio Li Calzi dal reato di cui al capo 72 perché il fatto non costituisce reato
; Maria Marino dal reato di cui al capo 72 perché il fatto non costituisce reato
; Girrabet Gabriele Ohannassian dal reato di cui al capo 75 perché il fatto non costituisce reato
; Claudio Perversi dal reato di cui al capo 86 perché il fatto non costituisce reato
; infine Tindaro Silvestro è stato assolto dal reato di cui al capo 63 perché il fatto non costituisce reato
.
Le assoluzioni parziali: Vincenza Albanese è stata assolta dai reati di cui ai capi 68 e 77 perché il fatto non sussiste
; Filippo Crea dal reato di cui al capo 81 perché il fatto non sussiste
; Antonio Dimiccoli dal reato di cui al capo 14 per non avere commesso il fatto
; Stefano Fidanzati dal reato di cui al capo 1 per non avere commesso il fatto
; Saverio Pintaudi dal reato di cui al capo 80.1 per non aver commesso il fatto
; Maria Domenica Postu' dai reati di cui ai capi 80.1, 80.2 e 80.3 per non aver commesso il fatto
; Antonio Romeo dal reato di cui al capo 1 per non avere commesso il fatto
; infine Giuseppe Sorce è stato assolto dal reato di cui al capo 77 perché il fatto non sussiste
.
In merito ai provvedimenti patrimoniali, il Giudice ha ordinato la confisca obbligatoria di circa 218 milioni di euro nei confronti di Giovanni Abilone per frode fiscale
, oltre alla confisca di circa 3,6 milioni di euro
e ulteriori 2,4 milioni di euro
a carico di Filippo Crea, i fratelli Pace (Michele, Bernardo e Domenico), Saverio Pintaudi e Andrea Michele Russo; è stata inoltre disposta la distruzione delle sostanze stupefacenti sequestrate
.
Per quanto riguarda i risarcimenti, i principali condannati sono stati obbligati, in solido tra loro, al risarcimento dei danni (da liquidarsi in sede civile) e al pagamento immediato di una provvisionale di 10.000 euro ciascuno per il danno morale in favore di Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano, Comune di Milano, Comune di Varese, Comune di Legnano (quest'ultimo a carico del solo Michele Pace), nonché delle associazioni "Libera" e "WikiMafia"
; infine, i condannati dovranno rifondere le spese legali delle parti civili (pari a 6.000 euro per ente, ridotti a 2.500 euro per il Comune di Legnano) e farsi carico delle spese processuali e di mantenimento in carcere.