Cronaca
Processo Mare Jonio a Ragusa: favoreggiamento contestato, udienza tra eccezioni, intercettazioni distrutte e audizioni dei militari
Sono state chiarite le procedure per il soccorso del 2020 dalla Maersk Etienne tra accusa di lucro e la presunta donazione di Maersk Tankers
La nave Jonio in un'immagine postata su Twitter dalla ong Mediterranea Saving Humans
Il rigetto di diverse questioni preliminari, come richiesto in oltre un’ora di intervento dal pubblico ministero Santo Fornasier, ma anche la distruzione delle intercettazioni inutilizzabili e le richieste istruttorie avanzate dal collegio difensivo. Poi lavori aggiornati all’11 maggio per sentire i militari della Capitaneria di Porto di Pozzallo e della Guardia di Finanza di Ragusa e Pozzallo. Questo in pillole quanto successo nell’udienza davanti al Tribunale di Ragusa nel processo nei confronti di sei componenti della nave Mare Jonio dell’Ong Mediterranea Saving Humans, accusati di favoreggiamento aggravato dell'immigrazione clandestina per il soccorso di 27 naufraghi.
I fatti risalgono all’11 settembre 2020, quando i migranti, che da 38 giorni si trovavano a bordo della petroliera danese Maersk Etienne al largo delle isole maltesi, furono assistiti dal team dell’Ong e poi fatti sbarcare a Pozzallo. L’Etienne aveva soccorso i migranti fuggiti dalla Libia il 5 agosto, mentre stavano affondando in acque internazionali. Secondo la difesa tre mesi dopo, Mediterranea ricevette una donazione dalla compagnia della nave, Maersk Tankers. Per la Procura di Ragusa, invece, il salvataggio avvenne a scopo di lucro. Gli avvocati difensori degli imputati sono Serena Romano e Fabio Lanfranca. Erano stati loro a presentare una serie di eccezioni. Il processo si sta celebrando davanti al Tribunale di Ragusa (presidente Elio Manenti, a latere Giovanni La Terra e Francesca Aprile).