La protesta
Mensa sospesa, mamme in rivolta: «Vogliamo dignità per i nostri figli»
Genitori sul piede di guerra a S. Giovanni La Punta. Il sindaco Bellia: «Tutta colpa del bilancio non approvato»
Una coltre di rabbia e frustrazione avvolge le scuole puntesi. Da giorni, una parte significativa della popolazione studentesca è rimasta senza il servizio mensa, scatenando il caos logistico e organizzativo per centinaia di famiglie. Al centro della vicenda, un cortocircuito tra burocrazia e politica locale che sta lasciando l’amaro in bocca non solo ai genitori, ma anche ai piccoli alunni.
Le proteste più accese arrivano dalle mamme, esasperate da una routine quotidiana diventata insostenibile. Senza il servizio di refezione, molte famiglie sono costrette a preparare il pasto al mattino presto, prima di andare al lavoro. Il risultato è desolante: i bambini si trovano a consumare il pranzo dopo diverse ore dalla cottura, con il cibo ormai freddo e le proprietà organolettiche compromesse. «Non è solo una questione di comodità - dicono le mamme - è una questione di dignità e salute per i nostri figli. Costringerli a mangiare pasti freddi è inaccettabile».
Il primo cittadino, Nino Bellia, non usa giri di parole per individuare i responsabili del blocco. Secondo il sindaco, la sospensione è la diretta conseguenza della mancata approvazione del bilancio di previsione. «Lo scorso 2 dicembre - spiega il sindaco - una parte del Consiglio comunale, quella che purtroppo antepone le logiche politiche agli interessi della cittadinanza, non ha approvato il bilancio consuntivo. Se lo avessero fatto, a quest'ora saremmo già un mese avanti con l'iter per il bilancio di previsione, evitando questo disagio».
«Al momento - continua il primo cittadino - non posso fornire una data certa per la ripartenza del servizio, poiché tutto dipende dalla velocità con cui il Consiglio approverà gli atti necessari». L'unica nota positiva riguarda i più piccoli. Il servizio mensa rimarrà garantito fino a marzo per i bambini della scuola materna.
Mentre la politica si divide e i banchi del Consiglio diventano terreno di scontro, il peso dell'inefficienza ricade interamente sulle spalle dei cittadini. La domanda che i genitori pongono con forza è semplice: quanto ancora dovrà durare questa "punizione" per colpe che non appartengono né alle famiglie né agli studenti? Per ora, il panorama resta incerto, malgrado il servizio di refezione non rientra tra quelli obbligatori, il clima nelle scuole puntesi è tutt’altro che sereno. Si attende una mossa da parte dell'aula consiliare.