Il terremoto
Valle del Belìce, 58 anni dopo una ferita che non si è rimarginata: tutte le celebrazioni
Centinaia di vittime, paesi rasi al suolo, migliaia di sfollati e decenni di ricostruzione incompiuta nella storia di questa grande tragedia italiana
Sono trascorsi 58 lunghi anni da quando un violento terremotò devasto la Valle del Belìce provocando vittime e danni rimasti a lungo come segno e testimonianza di quella che fu una vera e propria tragedia. Tra il 14 e il 25 gennaio del 1968 la lunga sequenza sismica colpì le province di Trapani, Agrigento e Palermo: le prime forti scosse furono registrate il 14 pomeriggio con una magnitudo intorno a 5.1 iniziano nel primo pomeriggio. Molti abitanti, spaventati, decisero di dormire all'aperto, in auto o in rifugi improvvisati. Il 15 gennaio alle 3 di notte si verifica la scossa più devastante (magnitudo 6.4), che rade al suolo interi centri abitati. Il 25 gennaio una nuova scossa violentissima distrugge ciò che restava in piedi e causa vittime anche tra i soccorritori.
Gibellina, Salaparuta, Poggioreale e Montevago vennero letteralmente cancellati. Altri centri gravemente danneggiati furono Santa Margherita di Belice, Partanna, Santa Ninfa e Salemi.
Vittime e danni
Il bilancio ufficiale parla di circa 231-370 morti (le cifre variano a seconda delle fonti), oltre 1.000 feriti e circa 90.000-100.000 sfollati. Il numero dei morti fu relativamente basso rispetto alla gravità dei crolli proprio perché la popolazione, allertata dalle scosse del pomeriggio precedente, non si trovava dentro le case.

La "prima" emergenza nazionale
Il Belìce fu la prima grande emergenza gestita dall'Italia nel dopoguerra. I soccorsi furono però lenti e disorganizzati: mancavano mezzi pesanti e l'esercito faticò a raggiungere le zone isolate; le condizioni di vita nelle baraccopoli divennero permanenti per decenni: migliaia di persone vissero in baracche di lamiera per oltre 20 anni. L'evento causò un'enorme ondata migratoria verso il Nord Italia e l'estero.
Ancora oggi, a distanza di quasi 60 anni, la ferita non è del tutto rimarginata. La ricostruzione è stata caratterizzata da ritardi burocratici, opere incompiute e sprechi di denaro pubblico (il cosiddetto "Sacco del Belìce"), diventando un simbolo delle promesse mancate dello Stato verso il Sud.
Il Coordinamento dei sindaci
«Oggi non basta più parlare solo di ricostruzione, tra l’altro ancora incompleta, accanto alla memoria e alla rigenerazione urbana è necessario che le forze di governo, sia a livello nazionale che regionale, concentrino il proprio impegno sul rilancio economico del Belìce. Servono politiche concrete che offrano opportunità, sostengano le imprese, creino lavoro e trattengano i giovani», afferma Nicola Catania, attuale coordinatore dei 21 sindaci del Belìce (province di Trapani, Palermo e Agrigento), che da domani parteciperà alle commemorazioni a 58 anni dal terremoto nella Valle.
«In alcuni paesi sono da completare opere di urbanizzazione primarie e questo nel 2026 è inaccettabile», ha concluso Catania che si auspica investimenti e servizi concreti nella Valle.
LE CELEBRAZIONI
Tra domani e lunedì 19 gennaio sono previste le manifestazioni commemorative.
Montevago (Agrigento), mercoledì 14, ore 11, con l'inaugurazione dei lavori di recupero della vecchia chiesa madre e l'intitolazione dell'area antistante a monsignor Antonio Migliore; alle ore 20,30, fiaccolata in ricordo delle vittime.
Salaparuta (Trapani), mercoledì 14, ore 17, con la deposizione di una corona di alloro al monumento che ricorda le vittime del terremoto; alle 17,30, nella chiesa Ss. Trinità, il Vescovo monsignor Angelo Giurdanella presiederà la celebrazione eucaristica.
Santa Margherita Belìce (Agrigento), ore 12, nel quartiere Pasotti, momento di ricordo col conferimento della cittadinanza onoraria all'ex senatore Vito Bellafiore e già sindaco di Santa Ninfa, e al giornalista Rai Maurizio Di Liberto; ore 16, museo della memoria, presentazione del libro "L'ascesa della felicita" di Danilo Dolci, con la partecipazione del figlio Amico e del libro 'Storia del Belìcè di Vito Bellafiore; proiezione del docufilm 'Sulle rive del Belìcè'.
Giovedì 15 gennaio, ore 11, sala Agorà a Gibellina (Trapani) cerimonia d'inaugurazione di 'Gibellina capitale dell'arte contemporaneà' col ministro della cultura Alessandro Giuli.
A Partanna (Trapani), ore 18, in chiesa madre santa messa. A Santa Ninfa (Trapani), ore 19,30, consiglio comunale commemorativo.
Lunedì 19 gennaio, ore 11, chiesa madre di Poggioreale (Trapani), santa messa presieduta dal Vescovo di Mazara del Vallo.
