Mobilità
Taormina, l'azienda trasporti non paga gli stipendi e scatta la protesta dei sindacati
Per l’azienda il motivo sarebbe legato a una «ragione di natura tecnico-contabile legata al passaggio al nuovo anno»
Asm torna al "fido" bancario per poter pagare gli stipendi. Da tempo non si verificava una situazione del genere, quando non si potevano, sempre in questo periodo dell'anno, pagare gli stipendi. Si parla della richiesta ad un istituto bancario di un'anticipazione di cassa di un milione e 250 mila euro, così da erogare quanto spetta al personale. I sindacati sono sul piede di guerra.
«Gli stipendi dei lavoratori di Asm non sono stati erogati.» Non si tratta di ipotesi o timori, ma di una realtà concreta che colpisce direttamente centinaia di lavoratori e le loro famiglie. Una situazione che contrasta in modo clamoroso con il quadro rassicurante e ottimistico dipinto, nei mesi scorsi, dall'Amministrazione comunale e dal sindaco, Cateno De Luca, che non hanno mai mancato di celebrare la presunta solidità economica dell'azienda in tutti i suoi comparti. A intervenire sono stati i segretari provinciali Carmelo Garufi (Filt Cgil), Antonino Di Mento (Uil Trasporti) e Giuseppe Giallanza (Ugl Autoferro).
«Non accettiamo più la narrazione di un'azienda modello se non si garantisce il diritto fondamentale alla retribuzione» sostengono, invece, le segreterie provinciali di Fit Cisl e Faisa Cisal, rispettivamente rappresentate da Letterio D'Amico e Concetto Pirri: «È paradossale - dicono ancora - che proprio nel momento di massima esposizione mediatica della città, le famiglie di chi garantisce mobilità e servizi siano lasciate nell'incertezza economica». Se non arriveranno risposte concrete e soprattutto, bonifici, la protesta sembra essere destinata dalle scrivanie alle piazze.
Una situazione sulla quale ha buttato acqua sul fuoco il segretario comunale, Giuseppe Bartorilla, nella sua funzione di direttore facente funzione di Asm, convinto che si possa superare presto l'emergenza. «Questa Azienda - si legge, infine, in una nota del Cda - non ha mai considerato i dipendenti come meri numeri e li ha anzi sempre valorizzati ottemperando alle proprie obbligazioni, tra cui il puntuale pagamento degli stipendi.» Ne è prova che, come da accordi, sono stati liquidati e pagati nei termini stabiliti i fringe benefit e si è provveduto al pagamento delle spettanze dovute per il mese di dicembre 2025 che non è stato possibile onorare entro il 10 gennaio per semplici ragioni di natura tecnico-contabile legate al passaggio dal 2025 al nuovo anno.