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L'indagine

Pascoli fantasma: sequestri per oltre 450.000 euro a quattro allevatori

Procura europea smaschera i "furbetti del pascolo": migliaia di ettari solo sulla carta, animali relegati nelle stalle e sequestri per oltre 450.000 euro

Manuela Modica

14 Gennaio 2026, 03:43

Pascoli fantasma: sequestri per oltre 450.000 euro a quattro allevatori

Migliaia di ettari di pascolo dichiarati sulla carta, ma stalle desolatamente piene e animali che non hanno mai mosso un passo verso i terreni montani di Cesarò. È il cuore dell’inchiesta della Procura Europea (Eppo) che ha portato il gip di Catania, Giuseppina Montuori, a firmare un decreto di sequestro preventivo per oltre 450 mila euro contro quattro imprenditori agricoli accusati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Il meccanismo, secondo quanto ricostruito dai magistrati di Palermo della procura europea, era semplice. Gli indagati ottenevano in concessione dall'Azienda Silvo Pastorale di Troina enormi appezzamenti di terreno, necessari per sbloccare i fondi Pac e Psr. Tuttavia, per portare legalmente gli animali al pascolo in zone diverse dalla sede aziendale, la legge impone la richiesta di un "codice pascolo" all'Asp.

Un passaggio che i quattro avrebbero deliberatamente saltato. Tutto allo scopo di evitare che i servizi veterinari potessero monitorare i capi in aree spesso soggette a restrizioni sanitarie per malattie come brucellosi e tubercolosi. Senza codice, gli animali risultavano ufficialmente fermi, ma nelle domande di aiuto all'Agea venivano dichiarati regolarmente al pascolo.

Al centro del provvedimento ci sono cifre importanti. La posizione più pesante è quella di Maria Teresa Leanza (classe ’90, residente a Cesarò), a cui sono stati sequestrati 246.954 euro per contributi percepiti tra il 2019 e il 2022. Segue Vito Virzì Lacqua (classe ’67, residente a Bronte), con un sequestro di 126.393 euro. Chiudono il cerchio delle indagini Sebastiano Destro Pastizzaro (classe ’94, residente a Troina) con 58.910 euro e Sebastiano Bellitto (classe ’95, residente a Cesarò) con 22.236 euro.

A incastrare i "furbetti del pascolo" sono stati i controlli dell’Asp di Messina e i rilievi dei carabinieri per la Tutela Agroalimentare. I controlli effettuati negli anni sono stati numerosi: 19 ispezioni per Virzì Lacqua, 7 per Destro Pastizzaro e 5 per la Leanza hanno dato lo stesso esito: gli animali erano sempre e solo nelle stalle aziendali.

In alcuni casi, i terreni dichiarati distavano decine di chilometri dalla sede, rendendo fisicamente impossibile il pascolamento quotidiano senza lasciarne traccia documentale. Per questo il gip parla di «scelta deliberata volta a sottrarsi ai controlli veterinari obbligatori» e di una «realtà aziendale non corrispondente al vero».