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Mercato storico

Gli avvocati della Regione “salvano” Ballarò

Alla vigilia del dibattito sulla delibera che dovrà delineare la distribuzione di stalli e permessi, la “scoperta” che c’è tempo fino al 2028 per non perdere i fondi per la struttura coperta

14 Gennaio 2026, 06:00

Gli avvocati della Regione “salvano” Ballarò

Il mercato coperto di Ballarò torna da oggi al centro del dibattito consiliare, ma con uno scenario profondamente diverso rispetto a quello degli ultimi mesi. È emerso infatti che la scadenza per l’apertura della struttura, necessaria per non perdere il finanziamento europeo, non è fissata a marzo 2026, bensì a marzo 2028. Un cambio di prospettiva rilevante, dovuto al fatto che il termine quinquennale decorre non dalla consegna dei lavori, avvenuta nel marzo 2021, ma dall’ultimo Stato di avanzamento certificato dallo Iacp nel marzo 2023.

La nuova interpretazione, condivisa dalla Segreteria generale e dall’Avvocatura regionale, apre tempi più distesi e soprattutto consente di affrontare in modo strutturato il nodo principale: l’assegnazione dei 41 stalli e la regolarizzazione degli operatori storici. Secondo l’Avvocatura, la Sicilia, in virtù dello Statuto speciale, non è vincolata a limitare gli spazi alla sola vendita all’ingrosso. Gli stand potranno quindi essere affidati anche per la vendita al dettaglio, in coerenza con la legge sulla concorrenza del 2023 e con la funzione storica di Ballarò.

La capogruppo di Oso, Giulia Argiroffi, parla di «chiarimenti determinanti» arrivati dopo mesi di richieste in commissione e in aula. «Per lungo tempo - afferma - l’amministrazione ha fornito date vaghe, tra febbraio e marzo 2026, senza produrre documentazione certa. Oggi scopriamo che il termine è marzo 2028 e che questa informazione non era nella disponibilità né degli uffici né della giunta, a conferma di una grave superficialità nella gestione di una vicenda delicatissima». Argiroffi sottolinea il valore simbolico e identitario del mercato: «Ballarò non è solo un luogo commerciale, ma un presidio storico della città, caricato oggi di ulteriori significati legati alle emergenze sociali e igieniche del quartiere». Centrale anche il superamento dell’ipotesi di riservare gli stand ai soli grossisti: «L’interpretazione - continua la consigliera - finalmente fatta propria dal Comune, chiarisce che gli stalli possono essere assegnati anche ai venditori al dettaglio. Diversamente si sarebbe snaturato, se non distrutto, il mercato storico».

La nuova cornice apre dunque la possibilità di accompagnare i mercatari verso la regolarizzazione, favorendo l’emersione dal lavoro nero e costruendo un percorso trasparente di assegnazione. «Esiste ora un tempo utile per salvare ciò che resta del mercato storico e procedere senza stravolgerne l’identità», conclude Argiroffi, pur ribadendo la bocciatura dell’operazione urbanistica: «Nata male, senza tener conto della natura spontanea di Ballarò. Ma occorre trasformare un fallimento in un’occasione, trovando finalmente la volontà politica». Per l’assessore alle Attività produttive Giuliano Forzinetti, «anche se la scadenza è nel 2028, lo Iacp consegnerà adesso il bene al Comune e dobbiamo sbrigarci ad affidarlo, metterlo in funzione e aprirlo». Sulla questione della consegna, è di ieri la diffida dello Iacp al Comune perché completi l’iter.