14 gennaio 2026 - Aggiornato alle 08:55
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l'intervista

Bossolo e minacce alla famiglia, parla il sindaco Stefio: «Non arretrerò di un centimetro»

Il primo cittadino di Carlentini ricostruisce quanto accaduto, denuncia il tentativo di destabilizzazione dell’ente e rilancia l’impegno dell’amministrazione sul terreno della legalità

14 Gennaio 2026, 07:16

Bossolo e minacce alla famiglia, parla il sindaco Stefio:  «Non arretrerò di un centimetro»

In un clima carico di tensione e interrogativi, il sindaco Giuseppe Stefio rompe il silenzio e si racconta: dall’impatto umano di un gesto intimidatorio senza precedenti, alle riflessioni sul valore delle istituzioni e sulla necessità di non arretrare di fronte a chi tenta di colpire la democrazia.

Sindaco, partiamo dall’accaduto. Quando ha compreso la reale portata di quanto le era stato recapitato?

«Immediatamente appena ho aperto la busta. I contenuti erano talmente espliciti che non serviva interpretazione particolare».

All’interno della busta c’erano un bossolo e una minaccia esplicita alla sua famiglia. Cosa ha provato?

«Un sentimento di profonda amarezza perché il riferimento alla famiglia appartiene ad una cultura dove c’è assenza totale di dignità e di qualsiasi forma di correttezza e quindi ad una parte di società dove la vigliaccheria è la cultura preponderante. Mi sarei aspettato qualsiasi gesto sulla mia persona essendo personaggio esposto ma di certo senza queste modalità mafiose».

Ha chiarito di non aver mai ricevuto minacce.

«Mai ricevuto minacce o qualsiasi forma o azione che potesse sfociare in questo genere di attenzioni. Sono cose che possono accadere e chi fa il sindaco. C’è una parte di cultura che non è ancora riuscita a scrollarsi determinati principi che la nostra società ha rigettato totalmente».

Ritiene che questo atto sia legato all’attività amministrativa o a scelte politiche portate avanti dal suo governo?

«Dal tenore dell’intimazione “dimettiti” devo necessariamente collegare il contenuto al tipo di attività amministrativa e politica che stiamo portando avanti nella città. Ribadisco che l’attività di moralizzazione politica e dell’azione amministrativa e burocratica probabilmente ha incontrato il dissenso di chi magari in passato era abituato ad approcciarsi alla pubblica amministrazione e alla politica con obiettivi personali per raggiungere e soddisfare interessi propri. Oggi è in atto un processo irreversibile di legalità, trasparenza e perseguimento del bene comune, dal quale la città non tornerà più indietro. Migliaia di messaggi di solidarietà mi confermano che la strada che stiamo perseguendo in questi anni è quella giusta».

Ha parlato di un tentativo di destabilizzazione dell’Ente. Teme che dietro questo gesto ci sia un disegno più ampio per condizionare l’azione amministrativa?

«Il messaggio è esplicito con l’intimazione a dimettermi, cosa c’è di più destabilizzante delle dimissioni del primo cittadino in un’azione amministrativo politica di una città?».

Dopo quanto accaduto, sono state rafforzate le misure di sicurezza per lei e per i suoi familiari?

«Con la denuncia presentata nell’immediatezza dei fatti alle forze di polizia e autorità giudiziaria portando a conoscenza il prefetto, ho inteso rimettermi nelle loro mani in modo totale. Staremo attenti e terremo gli occhi aperti».

Nonostante la gravità della minaccia, ha ribadito di non voler arretrare.

«Certamente andremo avanti nell’ azione amministrativa con gli stessi principi che abbiamo sempre utilizzato: legalità, trasparenza, bene comune. Possiamo sbagliare, ma nessuno potrà mai dubitare sulla buona fede del primo cittadino. La reazione e la risposta delle Istituzioni, del mondo politico, della mia città non lasciano dubbi sul fatto che continueremo con maggiore impegno l’azione amministrativa».

Che messaggio sente di lanciare oggi a chi ha compiuto questo gesto?

«Non arretrerò di un solo centimetro».

Centinaia di messaggi di solidarietà, sono giunti da ogni dove.

«Ci fanno capire che non si è soli e che tutti gli uomini che rappresentano le Istituzioni rifuggono da questa mentalità mafiosa. Grazie al presidente della Regione, del parlamento regionale, a tutta la politica, a don Ciotti, al presidente della Commissione antimafia regionale. In modo particolare al Pd stretto al mio fianco, ai rappresentanti dei partiti politici che hanno dimostrato di rigettare queste logiche mafiose. In modo particolare ringrazio la mia Giunta, l’intero Consiglio comunale e le forze politiche della città che mi sono stati vicini».