Arrivano da africa e asia
Nuovi sbarchi a Lampedusa: migranti al sicuro
Dopo il soccorso di due barconi, i 116 arrivati ricevono assistenza all’hotspot. Solo pochi intendono restare in Italia, la maggior parte vuole raggiungere altri paesi europei
Sono 116 i migranti sbarcati nelle ultime ore a Lampedusa dopo essere stati soccorsi dalle motovedette della Guardia Costiera Italiana al largo delle acque del Mediterraneo centrale. I due gruppi sono stati intercettati a bordo di barconi partiti dalla Libia, confermando la continua pressione migratoria lungo la rotta che collega la costa libica alle isole italiane.
Il primo natante, lungo circa 10 metri e partito da Zouara, conteneva 75 persone provenienti da diversi paesi africani e asiatici, tra cui Eritrea, Etiopia, Egitto, Pakistan, Sudan e Bangladesh. Sul secondo mezzo, salpato dallo stesso porto libico, viaggiavano 41 migranti. Secondo le testimonianze raccolte al momento dello sbarco, la maggior parte dei migranti ha dichiarato di voler proseguire il viaggio verso altri Paesi europei, con Spagna e Paesi Bassi come destinazioni principalmente indicate, mentre solo una piccola minoranza ha detto di voler restare in Italia.
Tutti i migranti soccorsi sono stati condotti al molo Favarolo di Lampedusa e da lì trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola, la struttura di prima accoglienza sull’isola dove si svolgono le procedure sanitarie e di identificazione prima di ogni ulteriore trasferimento. L’hotspot, frequentemente al centro dell’attenzione per la pressione numerica a cui è sottoposto in seguito ai continui sbarchi, ospita periodicamente centinaia di persone in arrivo dalla rotta del Mediterraneo.
Per alleggerire la struttura sull’isola, in serata è previsto il trasferimento dei nuovi arrivi verso Porto Empedocle con il traghetto di linea, come avviene di prassi nelle operazioni di smistamento predisposte dalle autorità italiane.
La vicenda si inserisce in un quadro di sbarchi migratori continuativi a Lampedusa, che nelle ultime stagioni ha visto arrivare migliaia di persone lungo la rotta centrata sulla Libia e spesso provenienti dai paesi subsahariani, nordafricani e asiatici. Le motovedette italiane pattugliano costantemente l’area per intercettare e soccorrere i natanti sovraffollati prima che raggiungano la costa.