Baida
"Antenna 5 G al posto dell'asilo": esposto M5s contro il Comune di Palermo
L'annuncio è del deputato regionale Adriano Varrica e del consigliere comunale Antonino Randazzo: "Per questa installazione, la Soprintendenza, in conferenza dei servizi convocata dal Comune, ha posto precise condizioni per l’autorizzazione "
Un momento dell'incontro pubblico organizzato da Varrica e Randazzo oggi a Baida
“Anche la Regione condivide i nostri dubbi sull’iter seguito dal Comune di Palermo per la realizzazione di un’antenna 5G al posto di un asilo a Baida. Depositeremo un esposto in Procura perché sulla vicenda si faccia piena chiarezza, a tutela della salute e dei diritti dei cittadini”.
Lo hanno annunciato a Baida il deputato regionale Adriano Varrica e il consigliere comunale Antonino Randazzo, dopo un incontro con il Comitato dei cittadini della borgata montana.
“Da oltre un anno – affermano Varrica e Randazzo – seguiamo, insieme ai cittadini di Baida, la vicenda dell’impianto di via Falconara, a dir poco preoccupante e opaca: l’installazione di un’antenna 5G in pieno centro abitato, proprio nell’area destinata alla realizzazione di un asilo pubblico, inserito nel piano triennale delle opere pubbliche del Comune di Palermo su nostra iniziativa consiliare. Per questa installazione, la Soprintendenza, il 9 ottobre 2024, nel corso della Conferenza dei servizi convocata dal Comune, ha posto precise condizioni per l’autorizzazione dell’impianto, nel rispetto della normativa vigente”.
Sulla vicenda, Varrica aveva depositato un’interrogazione all’Ars indirizzata all’assessore regionale ai Beni culturali, Scarpinato.
“Dalla risposta a questa interrogazione – dicono Varrica e Randazzo – è emerso un fatto gravissimo: la Soprintendenza ha riferito che il soggetto richiedente ha ritenuto di aver ottenuto l’autorizzazione per decorrenza dei termini, tramite autocertificazione, considerandone quindi inefficaci le prescrizioni. Una ricostruzione che contrasta apertamente con i riferimenti normativi citati dalla stessa Soprintendenza, che attestano invece il pieno rispetto dei termini procedimentali”.
“A conferma della fondatezza dei nostri dubbi – aggiungono i due rappresentanti del M5S – lo stesso assessore Scarpinato ha chiesto formalmente al dirigente generale dell’assessorato regionale dei Beni culturali di effettuare tutti gli approfondimenti necessari e, se del caso, di segnalare la vicenda agli organi competenti per la valutazione di eventuali profili penalmente rilevanti. Resta comunque incomprensibile e grave l’inerzia della giunta Lagalla”.
“Alla luce di tutto ciò – concludono Varrica e Randazzo – è nostro dovere trasmettere un esposto alla Procura di Palermo affinché venga fatta piena luce su una procedura che appare affrettata e tutt’altro che trasparente. Ringraziamo il Comitato dei cittadini di Baida per la battaglia che sta conducendo a tutela della salute pubblica e di un modello di pianificazione del territorio partecipato, rispettoso delle comunità e non imposto dall’alto”.