Dal turismo dell’orrore al commercio macabro: la speculazione sui delitti più efferati non conosce confini.
Come riporta Fanpage.it, sul caso di Garlasco emerge un’ulteriore, sconcertante deriva.
Sulla piattaforma Subito.it è comparsa un’inserzione che recita: "Ricerchiamo scarpa Mr Valentino. Offro 20mila euro a chi la trova entro il 31 luglio 2025".
"La data è stata superata, ma l'annuncio c'è ancora", ha sottolineato Fanpage.
A chiarire il senso dell’appello basta l’immagine che accompagna l’offerta: si tratta dello stesso paio di calzature repertato dal Ris nei giorni successivi all’omicidio di Chiara Poggi, uccisa la mattina del 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli. Per quel delitto è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere il fidanzato della giovane, Alberto Stasi.
Nel frattempo, una nuova inchiesta aperta a Pavia vede indagato anche Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, Marco.
Quelle scarpe furono catalogate dagli investigatori come segue: "Reperto 'scarpe fiume' (già rep. G): n.1 paio di scarpe di colore marrone, recanti varie tracce brunastre di dubbia natura. Il reperto è stato nebulizzato con luminol e sono emerse due aree di luminescenza: una sulla suola della scarpa destra e una su quella sinistra (vds foto) entrambe oggetto di un unico prelievo (campione scarpe_fiume). Sia le tracce di dubbia natura, sia quelle evidenziate dal luminol sono state testate con il combur test ed hanno reagito negativamente".
Il ritrovamento avvenne in un canale lungo la strada del Cucù, a pochi chilometri da Garlasco, tra Villanova d’Ardenghi e Zinasco, undici giorni dopo il delitto. Le calzature, rinvenute insieme ad alcuni indumenti, furono analizzate per verificare eventuali collegamenti con l’assassino di Chiara: le perizie diedero esito negativo.
Nonostante ciò, nell’immaginario alimentato attorno al “giallo di Garlasco” continuano a essere evocate come elemento cruciale da cospirazionisti e complottisti.
Possibile che l’inserzione sia una provocazione di cattivo gusto; rimane, tuttavia, la conferma di una morbosa curiosità che continua a circondare uno dei casi più oscuri della cronaca italiana recente.
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