14 gennaio 2026 - Aggiornato alle 21:19
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L'inchiesta

Gli sfoghi di Cannariato con l'ex segretaria dell'assessora Amata: ecco il verbale depositato nel processo per corruzione

Valeria Lo Turco è stata sentita dai finanzieri pochi giorni fa. Gli investigatori hanno chiesto spiegazioni su diverse intercettazioni. «A un certo punto non ero più una persona di fiducia», dice ex componente dello staff del Turismo

Laura Distefano

14 Gennaio 2026, 18:05

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C'è un nuovo verbale nel fascicolo dell'inchiesta per corruzione che vede coinvolte l'assessora regionale al Turismo Elvira Amata e l'imprenditrice Marcella Cannariato. L'atto giudiziario è stato depositato ieri mattina dai pm di Palermo nel corso dell'udienza preliminare davanti al gip che si è conclusa con un rinvio al 2 marzo, dopo la scelta dei riti e le prime richieste di costituzione di parte civile. I finanzieri, che stanno conducendo le indagini, hanno convocato lo scorso 9 gennaio Valeria Lo Turco, l'ex segretaria particolare dell'esponente della giunta regionale. Anzi, per la precisione, Lo Turco è stata il capo della segreteria particolare di Amata - come lei stessa riferisce - dal 21 marzo 2023 al 13 gennaio 2025. Alla donna sarebbero ignoti i motivi del suo licenziamento.

Lo Turco ha spiegato agli investigatori anche come e quando ha conosciuto Marcello Cannariato. A presentarle sarebbe stata la stessa Amata nel 2023. Fra l'imprenditrice e l'assessora - da quello che riferisce l'ex segretaria particolare - ci sarebbe instaurato «un rapporto di amicizia e di abituale frequentazione». Lo Turco ha precisato ai finanzieri che non si è mai occupato degli iter concessori poiché erano di competenza di altri uffici. Sul contributo dell'evento "Donna, economia e potere" (tenutosi a Palermo il 6/7 ottobre 2023) della Fondazione Bellisario - di cui Cannariato è stata portavoce regionale - l'ex segretaria ha riferito che sarebbe stato concesso «al pari di altri contributi ad altri enti».

Lo Turco poi è stata sollecitata sull'assunzione del nipote di Amata nell'azienda A&C Broker di Cannariato. Che per la procura sarebbe la contropartita del patto corruttivo. «Ero stata messa al corrente dell'assunzione del nipote e del fatto che Cannariato sosteneva i costi di alloggio del ragazzo». L'ex segretaria avrebbe confermato anche le lamentele dell'imprenditrice per le spese sostenute. Lamentele che sono state registrate anche dalle microspie delle fiamme gialle durante varie telefonate fra Cannariato e Lo Turco: «Io non è che posso pagare in eterno questo ragazzino. Lei non mi può dire di no». Durante gli sfoghi l'imprenditrice citava anche Pippo. «Si tratta di Giuseppe Di Martino, detto Pippo, che all'epoca era il vicario dei gabinetto e poi ha preso il mio posto». Il suggerimento che Lo Turco avrebbe dato a Cannariato sarebbe stato quello di parlarne direttamente con l'assessore. Di questa vicenda Lo Turco e Amata però non si sarebbero mai confrontate. «Anche perché nell'ultimo anno i nostri rapporti si sono incrinati», rivela l'ex segretaria ai finanzieri. In una conversazione, che le è stata contestata dai finanzieri Lo Turco ne parlava apertamente: «Resto basita su determinate cose che vedo o sento». «Quando riferivo di essere basita - spiega l'ex segretaria ai finanzieri - mi riferivo al fatto che non capivo come mai, senza un motivo apparente, non fossi più una persona di fiducia di Amata».

Gli investigatori poi hanno sollecitato Lo Turco sulla questione dell'appartamento preso in affitto da lei e Amata (con due contratti separati). Ma la donna non ha confermato l'ipotesi di una concessione a titolo gratuito della casa all'assessora di Fratelli d'Italia. Ha invece confermato quanto emerso in una chiamata fra lei e Pippo Martino (anche lui ormai ex segretario) della convinzione di Amata di non dover versare gli arretrati - di affitto - a Cannariato. Lo Turco invece non avrebbe avuto alcuna notizia utile sui fondi su un evento di salute mentale organizzato stavolta dalla fondazione Dragotto (della famiglia del marito di Cannariato).

Il verbale, dunque, potrebbe appesantire la posizione di Amata che ha scelto il rito ordinario. Ma l'Assessora, ieri, uscendo dall'aula - e quindi dopo aver saputo dell'esistenza del verbale della sua ex segretaria - ha detto di essere «assolutamente serena. Vado a testa alta perché so come ho operato».