Viabilità
Buche come voragini e strade nell’oscurità: la sicurezza è un optional
A Paternò residenti e automobilisti denunciano una situazione ormai insostenibile. La città chiede risposte certe sulla manutenzione
Strade colabrodo e scarsamente illuminate. Sono i due problemi che, da diverse settimane ormai, dal centro alla periferia, più di altri determinano forti dissensi tra i paternesi. Tante, tantissime le strade che, già in non perfette condizioni, dopo le ultime piogge, hanno visto nascere lungo i loro assi viari, buche sull’asfalto, in alcuni casi grandi come voragini.
L’elenco delle arterie viarie che necessitano di interventi è ben lungo e come detto coinvolge tanto il centro quanto le diverse periferie. Per tentare di risolvere la situazione si è tentato di correre ai ripari e già ieri mattina le prime buche sono state coperte in zona Scala Vecchia, in particolare su via Balatelle e altre arterie viarie.
Quello che i cittadini si augurano sono che dagli interventi tampone, si passi presto ad interventi di manutenzione straordinaria, con il rifacimento complessivo degli assi viari. In questo contesto ci si domanda che fino hanno fatto i lavori che dovevano partire per i cantieri di lavoro che almeno avrebbero garantito il rifacimento dei marciapiedi in centro cittadino, oggi in condizioni di assoluto degrado e abbandono.
Lasciando l’asfalto, si guarda all’illuminazione, in questo caso carente per due motivi: corpi illuminanti che emettono una luce fin troppo flebile e zone in cui l’illuminazione è del tutto assente. Un esempio su tutti è corso Italia, dove da diversi mesi ormai, metà dell’arteria stradale, dalla rotonda all’incrocio con viale dai Platani al tratto che corre verso l’uscita dalla città, è al buio perché almeno 5 lampioni sono spenti. Addirittura un corpo illuminante, alcune settimane fa, è caduto su un’auto in transito, sfondando il parabrezza della vettura e solo per un miracolo non si sono registrati feriti.
Sempre su corso Italia va evidenziato la carenza di illuminazione nel tratto centrale, a cominciare dall’incrocio con corso del Popolo, con i corpi illuminanti spenti o coperti da decenni dalle fronde degli alberi. In questo caso ciò che emerge è il pericolo soprattutto per i pedoni che attraversano la strada. Qualche anno fa a farne le spese è stato il vicario foraneo, don Salvatore Alì, che, attraversando sulle strisce pedonali, poco distante da un supermercato, venne investito da un’automobilista che chiamò in causa la pessima illuminazione stradale, tanto da non vedere il sacerdote attraversare.
Carenza di illuminazione poi per la zona dei Cappuccini e nel resto della città dove la luce è troppo bassa e a sopperire alle carenze, in molti casi, sono solo le insegne dei negozi.