Cronaca
Il caso del pestaggio al 50enne, minacce a "La Sicilia": "Non dovete più scrivere di questa storia"
Migliorano le condizioni dell'uomo. Convalidato l'arresto della donna di origini marocchine
L'ospedale in cui è stato ricoverato il 50enne
Sono in lieve miglioramento le condizioni del 50enne ricoverato al Maggiore “Baglieri” a causa delle ferite riportate dopo quello che sembra avere tutti i connotati di un pestaggio. L’uomo si trova ancora in Terapia intensiva seguito costantemente dai sanitari. A destare maggiore preoccupazione i traumi al volto (praticamente tumefatto con il labbro quasi asportato) e al torace. Se le condizioni continueranno a migliorare presto potrà lasciare la Terapia intensiva per essere trasferito in altro reparto.
A ridurre così l’uomo, secondo gli inquirenti, è stata la compagna marocchina che si trova nel carcere di Catania. Il suo arresto è stato convalidato e quindi resta in cella. L’accusa più grave di cui dovrà rispondere la 42enne è di tentato omicidio. Il perché lo abbia picchiato e se l’abbia fatto con l’aiuto di qualche complice non è ancora noto, ma quel che è certo è che l’uomo è stato ridotto in fin di vita. I fatti in questione si sono registrati nella mattinata di domenica quando al 112 è arrivata la richiesta di intervento per un uomo caduto dalle scale, ma ai medici è bastato poco tempo per capire che si trattava di una versione poco credibile e così hanno allertato le forze dell’ordine subito intervenute sul posto.
Sull’accaduto continuano ad indagare gli agenti della polizia di Stato del commissariato di Modica che scavano nella vita del 50enne e, pare, dei suoi coinquilini. L’uomo infatti vive, insieme alla 42enne adesso in carcere, nella casa del cognato che lì abita con la compagna (sorella della donna arrestata). Una storia ingarbugliata e una convivenza difficile all’interno di una casa popolare nei pressi del vecchio campo sportivo di Modica. Da quel che sappiamo emergerebbero dinamiche contorte e condizioni di disagio e non è la prima volta che la il 50enne - un soggetto vulnerabile - viene soccorso per presunte cadute. La casa in questione sarebbe posta sotto sequestro dagli inquirenti che, come detto, continuano ad indagare sulla vicenda. Nelle prossime ore, probabilmente, si saprà di più su questa storia che potrebbe avere risvolti alquanto sorprendenti ed inquietanti. Nella giornata di ieri, tra l’altro, con un messaggio diretto ricevuto sui social da un profilo privato, dopo una serie di improperi, “La Sicilia” è stata “vivamente” invitata a non scrivere più su questa vicenda.