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Sanità

Lo strano caso dei «letti vuoti all'Unità di terapia intensiva respiratoria» del Cannizzaro di Catania

Il figlio di un paziente: «Mio padre con una grave insufficienza respiratoria ha atteso giorni per il ricovero, poi nella stessa stanza dell'Utir vedo posti vacanti». La replica dell'Azienda: «Appena ottenuta dotazione finanziaria». Il sindacato attacca la rete ospedaliera

Laura Distefano

15 Gennaio 2026, 05:00

Lo strano caso dei «letti vuoti all'Unità di terapia intensiva respiratoria» del Cannizzaro di Catania

L’unità di terapia intensiva respiratoria del Cannizzaro è un fiore all’occhiello del sistema sanitario siciliano. Nel picco dell’influenza - che a Catania ha fatto registrare una vittima - i posti sono tutti occupati. Un lettore de La Sicilia ha inviato una missiva con allegata una foto che documenta - almeno in apparenza - l’ennesimo «spreco». Uno schiaffo pensando al caos che stanno vivendo i pronto soccorso in questo periodo di epidemia. «Sono il figlio di un paziente con una grave insufficienza respiratoria - racconta il lettore - che ha atteso giorni al pronto soccorso del Cannizzaro e finalmente è stato trasferito all’Utir. La sorpresa è stata che durante il ricovero ho visto che nella stessa stanza c’erano dei posti letto vuoti. Ma allora - perché mio padre ha dovuto attendere che vi erano dei posti disponibili? Ho chiesto ai medici, ma non ho ricevuto nessuna risposta. Forse, voi, riuscirete a spiegarmi il perché di quei letti lasciati vacanti».

La domanda noi l’abbiamo girata direttamente ai vertici dell’azienda Cannizzaro. «I quattro posti letto - replica la Direzione - in oggetto sono parte di un totale di 15 posti letto dell'area di neuroriabilitazione, che nella rete ospedaliera della Regione Siciliana sono destinati all'Azienda Ospedaliera per l'emergenza Cannizzaro. L'effettiva attivazione dei posti richiede la destinazione del necessario personale sanitario dedicato e della relativa dotazione finanziaria, che la Direzione del Cannizzaro ha a suo tempo chiesto e ottenuto proprio nei giorni scorsi, nell'intento - condiviso con l'Assessorato Regionale - di mettere a breve in funzione i posti letto».

Sullo "strano" caso abbiamo sollecitato anche il Nursind, che l’anno scorso, si era attivato per l’operatività dell’Utir. Salvatore Vaccaro evidenzia che quei posti vacanti sono conseguenza della rete ospedaliera emanata dalla Regione e non è responsabilità del Cannizzaro. «La mancata attivazione dei quattro postazioni che si trovano nell'area Utir del Cannizzaro - sostiene Salvatore Vaccaro - non è imputabile all'azienda ospedaliera ma all'assessorato regionale alla Sanità. L'ospedale opera in applicazione della rete ospedaliera che viene emanata dalla Regione a cui è accompagnata una dotazione finanziaria e anche di risorse umane. Quanto denunciato dal figlio del paziente attraverso la foto - commenta il sindacalista - è però figlio di una gestione della sanità che non tiene conto delle vere esigenze di salute. E' noto che da novembre a febbraio la pressione dei ricoveri per insufficienza respiratoria aumenta con l'epidemia dell'influenza stagionale, dotare Catania di altre quattro postazioni sarebbe più che utile considerando che per in tutta la Sicilia Orientale ce ne sono solo quattro. Adesso auspichiamo - conclude il sindacalista - che l’attivazione dei posti coincida anche con l’assunzione di personale dedicato».