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Università

Acquisti da 1,3 milioni senza bando: condannati 2 docenti e un dirigente

Una storia lunga 15 anni. La sentenza d’appello capovolge una prima assoluzione

Accursio Sabella

15 Gennaio 2026, 11:33

Acquisti da 1,3 milioni senza bando: condannati 2 docenti e un dirigente

Pino Zingale

Acquisti di apparecchiature scientifiche per oltre 1,3 milioni di euro avvenuti senza bandi di gara. Adesso, i professori universitari e il responsabile del procedimento dovranno restituire la metà di quella cifra. Lo prevede una sentenza della Sezione giurisdizionale d'Appello della Corte dei conti, presieduta da Vincenzo Lo Presti, che ha ribaltato la sentenza di primo grado di assoluzione. Il ricorso della Procura generale, guidata da Pino Zingale, è stato invece in gran parte accolto, portando al ribaltamento del primo pronunciamento e quindi alla condanna dei docenti e del dirigente dell'Università degli studi di Palermo.

La vicenda ha inizio circa 15 anni fa, quando l'Università di Palermo riceve uno stanziamento di quasi 5,5 milioni dall'Europa per il cofinanziamento del progetto: “Piattaforma regionale di ricerca traslazione per la Salute”. Quel contributo servirà anche per l'acquisto di tre apparecchiature, finite al centro della causa contabile. In particolare, uno dei docenti, il professore Maurizio Averna aveva richiesto l'acquisto di uno spettrometro da 844 mila euro e di una piattaforma per analisi genomica da 221 mila euro; il collega Valerio Bartolo Brucato, invece, avevo chiesto l'acquisto di una “macchina di prova multiassiale” del valore di 254 mila euro. Apparecchiature, però, acquistate attraverso procedura negoziata, quindi senza alcun bando.

Ed è lì che si è incentrata la causa. I docenti e il dirigente coinvolto, cioè Mario Piazzese, responsabile unico del procedimento, hanno giustificato quella modalità d'acquisto sulla base dell'esclusività del soggetto in grado di fornire le macchine. In pratica, un bando era inutile, essendo solo uno il fornitore possibile. Ma l'Autorità regionale di Audit, che ha il compito di verificare la regolarità dell'uso dei finanziamenti europei ha contestato questa lettura: la Regione, così, ha “definanziato” quel progetto. Secondo la Regione, non era stata fornita "alcuna prova delle analisi svolte che evidenziassero una descrizione approfondita e dettagliata del mercato Ue, tale da giustificare il ricorso ad una procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando".

Così, l'Università ha dovuto mettere l'intera somma di tasca propria: 1,3 milioni, appunto. È questo il danno erariale contestato dalla Procura contabile. I docenti e il dirigente si sono difesi affermando l'inesistenza di indicazioni specifiche sulla procedura negoziata. Una tesi che aveva retto in primo grado, ma che in secondo grado è stata capovolta: il giudice d'Appello ha infatti riconosciuto la responsabilità erariale di Averna, Brucato e Piazzese. I tre sono stati condannati, però, al pagamento di metà del “danno”.

Il motivo? Una parte di responsabilità, pari al 50 per cento, andava ricercata anche tra i componenti del consiglio d'amministrazione dell'Università. Si tratta comunque di una stangata.

Averna infatti dovrà risarcire oltre 266 mila euro, Brucato circa 63 mila euro, mentre il responsabile unico del procedimento Piazzese è stato condannato a restituire la cifra più alta: quasi 330 mila euro.