Le misure
Accendini e fuochi nei locali, nuovi divieti a Palermo dopo Cras Montana
Stretta nei locali della città dopo la tragedia in Svizzera. Le regole per i gruppi e per le feste
No alle fiamme libere nei locali al chiuso: dagli accendini alle candele pirotecniche il divieto è assoluto. Dopo la tragedia di Crans Montana si riaccendono le tematiche della sicurezza nei locali e della prevenzione. Le attività di pubblico spettacolo e intrattenimento sono disciplinate da una normativa a carattere nazionale, necessaria per garantire la sicurezza delle persone: le regole che mutano in base alla tipologia di locale. Le discoteche rientrano tra le attività più regolamentate: «I parametri richiesti sono molto restrittivi – spiegano dal comando della polizia municipale del capoluogo – misure di sicurezza e piani di emergenza, norme antincendio, superficie minima in metri quadrati, capienza massima, destinazione urbanistica dell’immobile: l’edificio deve essere espressamente destinato al pubblico spettacolo, non sono sufficienti le autorizzazioni ordinarie ma servono conformità urbanistica, sanitaria e antincendio».
Un aspetto fondamentale per la sicurezza riguarda il divieto totale delle fiamme libere all’interno dei locali di pubblico spettacolo: «Sono vietati senza eccezioni accendini, petardi, candele decorative o qualsiasi dispositivo produca una fiamma», aggiungono. Nel capoluogo a garantire il rispetto delle norme è il ‘gruppo operativo movida’ che effettua controlli su rumore, orari e rispetto delle normative da parte di locali e attività nella zone della vita notturna: «I controlli vengono effettuati costantemente – sottolineano – soprattutto il mercoledì, giornata in cui la presenza di studenti universitari è più elevata, e il fine settimana. Il gruppo può intervenire autonomamente o a seguito di esposti o segnalazioni, con l’obiettivo di tutelare la sicurezza e la vivibilità urbana». Sul tema è intervenuto anche lo chef Natale Giunta, gestore di un complesso gastronomico: »Le candele pirotecniche non le abbiamo mai utilizzate all’interno – sottolinea – dopo la tragedia di Crans Montana le abbiamo tolte anche dalle torte di compleanno, per una questione di rispetto alle vittime. Ho sempre vietato anche le lanterne, pericolosissime e capaci di generare incendi». Sulla stessa scia Santo Castiglione, proprietario del Kalhesa: «Nel mio locale sono ammessi solo materiali ignifughi».