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L'indagine

“Tre involucri nel vano del motorino”: ad Alcamo un fermo rivela 165 grammi di cocaina

Un controllo di routine, l’ansia che tradisce, tre pacchetti termosaldati. I carabinieri fermano un 33enne e in casa trovano contanti per oltre 7.800 euro

Redazione Trapani

15 Gennaio 2026, 10:48

“Tre involucri nel vano del motorino”: ad Alcamo un fermo rivela 165 grammi di cocaina

Un controllo come se ne fanno ogni giorno. Ma quel conducente non sta fermo un secondo: lo sguardo sfugge, le mani si muovono troppo, il respiro si fa corto. Un dettaglio di poco conto, se non fosse che a volte basta uno sguardo a suggerire ai militari di spingere la verifica un passo oltre. Accade così ad Alcamo, dove i carabinieri della Compagnia fermano un 33enne e, durante la perquisizione, trovano ciò che cercavano: tre involucri termosaldati, pieni. Dentro, 165 grammi di cocaina. A casa, poi, altri indizi: più di 7.800 euro in contanti. Per l’uomo scattano gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. È la fotografia di un frammento di traffico locale, ma anche un segnale che s’incastra in un mosaico più ampio di controlli e sequestri che, da mesi, attraversa il Trapanese.

Il fatto: l’alt, l’agitazione, i tre involucri

Secondo quanto ricostruito, il 33enne alcamese viene fermato dai militari mentre viaggia sul proprio ciclomotore. L’atteggiamento “eccessivamente agitato” insospettisce la pattuglia. La decisione è rapida: perquisizione personale. In tasca e nel vano del mezzo saltano fuori tre pacchetti in plastica termosaldata, pesanti. L’analisi immediata non lascia margini: è cocaina, per un peso complessivo di 165 grammi. Nella successiva perquisizione domiciliare, un ulteriore tassello: 7.800 euro in contanti, ritenuti plausibilmente collegati all’attività di spaccio. Droga e denaro vengono sequestrati. All’udienza di convalida, l’autorità giudiziaria dispone i domiciliari con dispositivo elettronico di controllo.

Dove e perché il fermo è importante

La presenza della cocaina in pacchi termosaldati, il quantitativo non trascurabile e il rinvenimento di denaro contante sono tre elementi che, di frequente, pesano nelle valutazioni di merito. Non definiscono da soli la responsabilità penale – quella compete al giudice, al termine di un processo – ma orientano il quadro indiziario. Collocano l’episodio nel capitolo dei reati previsti dall’art. 73 del D.P.R. 309/1990 (il Testo unico sugli stupefacenti), che punisce la produzione, il traffico e la detenzione a fini di spaccio delle cosiddette “droghe pesanti”, tra cui la cocaina. Le pene, per questa fattispecie, sono severe e variano a seconda delle circostanze, mentre una specifica clausola – il fatto di “lieve entità” – può ridurre sensibilmente il quadro sanzionatorio quando mezzi, modalità, circostanze e quantità lo giustificano. Sono sfumature giuridiche che, in casi come questo, entrano puntualmente in gioco.

Una tessera di un puzzle più ampio nel Trapanese

Quello di Alcamo non è un episodio isolato. Negli ultimi mesi, i controlli antidroga nel Trapanese hanno prodotto arresti, sequestri e provvedimenti cautelari che restituiscono l’immagine di un territorio attraversato da flussi di stupefacenti diversificati per quantità e modalità. A novembre 2025, sempre i carabinieri della Compagnia di Alcamo arrestano un 65enne che, dopo un tentativo di fuga su ciclomotore, viene bloccato con oltre 2 chilogrammi di cocaina. L’uomo finisce in carcere dopo la convalida. Un episodio che, per dinamica e rapidità d’intervento, mostra come il controllo su strada resti un dispositivo decisivo per intercettare carichi “in movimento”.

In più occasioni, le stesse forze hanno sequestrato dosi e quantitativi minori tra Alcamo e i comuni vicini, talvolta nel contesto di servizi mirati al rispetto del Codice della strada che si trasformano in operazioni antidroga. Sono azioni capillari, che nel tempo generano un effetto cumulativo di contenimento. Il tema, però, non riguarda solo i carabinieri o il solo territorio alcamese. A fine dicembre 2025, una più ampia indagine della Squadra mobile di Trapani, con il commissariato di Castellammare del Golfo, fa emergere 22 indagati per detenzione e traffico, con filiere di approvvigionamento tra Palermo e Trapani e distribuzione locale tra Castellammare, Alcamo e il capoluogo. Le indagini, coordinate dalla Procura di Trapani, raccontano una rete orizzontale e fluida.

In questo quadro, l’arresto del 33enne alcamese per i 165 grammi assume peso non tanto per il numero in sé, quanto perché conferma una pressione costante degli inquirenti lungo le arterie secondarie, dove circolano sia dosi sia partite più consistenti.

Cosa significa “domiciliari con braccialetto elettronico”

Il provvedimento cautelare applicato al 33enne – arresti domiciliari con braccialetto elettronico – non è un dettaglio accessorio. Il dispositivo consente un controllo in tempo reale degli spostamenti dell’indagato, riducendo i rischi di elusione delle prescrizioni e bilanciando le esigenze di sicurezza con il principio di minima compressione della libertà personale prima della sentenza definitiva. Nel territorio trapanese e non solo, questa misura è stata applicata anche in altri casi di arresti per stupefacenti, a conferma di un orientamento prudente che riserva il carcere soprattutto alle ipotesi più gravi o ai casi di recidiva e pericolosità.