Sindacati
Uilm: "No alla chiusura di Ct6 ed Ews a Stm. I lavoratori chiedono certezze sul Campus Sic"
Giuseppe Caramanna interviene per chiedere prospettive chiare sul sito industriale catanese e per sollecitare garanzie occupazionali reali e verificabili
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Nella tornata di assemblee dei lavoratori, conclusa ieri, è emersa una diffusa preoccupazione sul futuro della Stm di Catania. E un secco no a qualunque ipotesi di chiusura dei reparti Ews e Ct6 senza certezze su cosa sarà del nuovo stabilimento Campus Sic.
Giuseppe Caramanna, segretario generale della Uilm di Catania, interviene per chiedere prospettive chiare su Stm Catania e per sollecitare garanzie occupazionali reali e verificabili. L’esponente sindacale afferma: “Tutti i lavoratori hanno compreso chiaramente che non è l’acqua il problema principale per l’apertura del nuovo stabilimento. Com’è stato detto in assemblea, l’albero sta nascondendo la foresta. Il presidente Fabio Gualandris l’11 dicembre scorso nel corso dell’incontro al Ministero per il Made in Italy aveva legato la conclusione della prima fase dell’investimento del nuovo sito di Catania alla disponibilità di una fornitura idrica da 400 metri cubi all’ora, ma la questione vera sta altrove. Il punto è che siamo di fronte a un investimento sbagliato sull’auto elettrica e che, se lo stabilimento non cambia rotta, rischia di diventare un nuovo modulo M6.”

“Nessun accordo – aggiunge Caramanna – va firmato senza un percorso definito che ponga al riparo il nostro territorio dal rischio di ritrovarsi fra qualche anno ad affrontare una crisi industriale senza precedenti. Per questo, le Rappresentanze sindacali unitarie di Stm chiedono innanzitutto al sindaco Enrico Trantino un incontro urgente non solo per discutere della fornitura idrica richiesta da Stm ma anche per sollecitare in sede istituzionale il blocco della chiusura di CT6 ed EWS. Noi della Uilm, intanto, attendiamo un confronto al Ministero dello Sviluppo Economico e registriamo la protesta dei lavoratori per l’assenza di criteri trasparenti nei trasferimenti verso il Campus SIC che, a questo punto, vanno sospese.”
Spiega il segretario generale della Uilm etnea: “Il dottor Gualandris aveva dichiarato in sede ministeriale che i passaggi sarebbero avvenuti da CT6 verso M5 o da CT6 verso il campus SIC, mentre in realtà avvengono pure da M5 verso il SIC coinvolgendo postazioni strategiche che richiedono competenze specifiche. Le motivazioni addotte non reggono, perché non risulta che i lavoratori del CT6 abbiano rifiutato il passaggio a M5 o al Campus SIC per il semplice motivo che questi passaggi non possono essere rifiutati. Temiamo che le ragioni siano altre, quindi invitiamo il presidente Gualandris a fare le necessarie verifiche e impartire precise disposizioni affinché postazioni importanti non siano affidate senza criteri di merito professionale, né titoli adeguati.”