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Festa finita: chiude l'anno della Cultura e Trenitalia cancella il diretto delle 7:48. La Cgil: "Scelta inaccettabile"

Anche l'ultima corsa dall'aeroporto verso la Città dei templi sparisce nel nulla. Comitato pendolari chiede il ripristino

Lorenzo Rosso

15 Gennaio 2026, 13:24

Festa finita: chiude l'anno della Cultura e Trenitalia cancella il diretto delle 7:48. La Cgil: "Scelta inaccettabile"

Soppressa una corsa ferroviaria da Agrigento Centrale a Punta Raisi. La spiegazione ufficiale è che, poiché si è chiuso l’anno di Agrigento Capitale della Cultura 2025, Trenitalia ha soppresso quella corsa in più istituita a suo tempo per l’Anno della Cultura. Con gennaio rimangono attive solamente due corse dirette, andata e ritorno, dal capoluogo agrigentino all’aeroporto Falcone e Borsellino. Questa soppressione ha creato notevoli disagi da parte dei viaggiatori che si sono visti penalizzare nei loro spostamenti verso il palermitano.

Il treno soppresso infatti con partenza alle 7:48 del mattino da Agrigento Centrale veniva usufruito non solo dai viaggiatori diretti in aeroporto ma anche dalla stragrande maggioranza di pendolari, soprattutto lavoratori del mondo della scuola e dipendenti regionali e statali. Inoltre la soppressione del treno diretto da Punta Raisi ad Agrigento delle 21:30, l’ultima corsa della giornata per chi deve rientrare nell’agrigentino, ha ridotto ulteriormente le possibilità di poter fare ritorno in serata.

A pochi giorni dalla soppressione si è subito registrata la protesta del Comitato pendolari Palermo-Agrigento fatta propria e rilanciata dalla Cgil agrigentina.

«Si tratta di una scelta inaccettabile che penalizza lavoratori e cittadini – ha scritto in una nota il segretario generale della Cgil, Alfonso Buscemi. – Invece di un potenziamento dei collegamenti assistiamo ad un arretramento che colpisce un territorio già fragile. Come Cgil – continua Buscemi – chiediamo con forza il ripristino immediato delle corse dirette soppresse. Agrigento non può essere “Capitale” solo nei titoli; ha bisogno di infrastrutture funzionanti, servizi adeguati e rispetto per chi vive e lavora in questo territorio».

Alla nota della Cgil si unisce quella del Comitato Pendolari a firma della sua portavoce, Tania Di Marco: «Il collegamento soppresso – dice – era particolarmente utilizzato da lavoratori, studenti e persone che viaggiano verso il capoluogo di regione per motivi di salute. Questa scelta ci ha sorpreso, perché era molto frequentata. In base a che cosa – si chiede la portavoce – è stato deciso di sopprimere queste corse? Stiamo cercando di avere un incontro con l’assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, ma finora non abbiamo ricevuto alcuna risposta».

Dal Gabinetto dell’assessore regionale fanno sapere informalmente che «è stata inviata dal Dipartimento regionale alle Infrastrutture Mobilità e Trasporti una nota alla direzione regionale di Trenitalia per il ripristino delle corse soppresse al 31 dicembre 2025. Attendiamo una risposta ufficiale – dicono dall’Assessorato - anche se sono in corso interlocuzioni con la direzione per il ripristino».