Inaugurazione
L'Università di Messina apre l'anno accademico col sostegno alla comunità studentesca iraniana
Il ricordo di Yasin Mirzaei, studente dell'Ateneo, e la presenza dei suoi compagni di studi. La prolusione affidata al governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta. «Messina esempio virtuoso»
Nel ricordo di Yasin Mirzaei, lo studente iraniano ucciso durante la repressione in Iran si è aperto l’anno accademico di Messina. La cerimonia di inaugurazione del 478º anno della fondazione dell’ateneo peloritano ha visto la presenza del governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta. Ma è stata la rettrice Giovanna Spatari a voler dare un segno di vicinanza alla comunità studentesca iraniana presente a Messina. Li ha voluti presenti oggi nell’aula magna del rettorato per ribadire la vicinanza e il sostegno.

«A nome di tutta la comunità accademica, abbraccio la rappresentanza delle studentesse e degli studenti iraniani, presente oggi. Confermiamo a loro – e a tutti i ragazzi e le ragazze provenienti da Paesi che stanno vivendo situazioni di crisi – la nostra vicinanza e il nostro sostegno. Tornerò su questo tema successivamente, ricordando chi – come Yasin – non c’è più, ma voglio subito condividere un sentimento che oggi è comune.
L’università accompagna le giovani e i giovani nel loro affacciarsi alla vita adulta. Il suo compito è di farlo offrendo riferimenti alti, come il valore della libertà, della giustizia, dell’autonomia di pensiero, del rispetto dei diritti, della dignità individuale e collettiva.
Quando questi riferimenti trovano un contraltare nella drammatica cronaca quotidiana, l’università non può che lanciare un messaggio: resistete, perché dovete essere voi il primo motore del cambiamento, con la vostra energia, il vostro entusiasmo, la vostra forza, la vostra voce che nessuna violenza potrà mai mettere a tacere. Perché questi valori diventino fatti, serve metodo. E la regola è semplice: la strategia vale solo se diventa lavoro quotidiano, e il lavoro quotidiano regge solo se la comunità si riconosce in una direzione comune».
Sedici lunghe pagine la prolusione del Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta che ha parlato della fuga dei cervelli. «È un problema per l'Italia ma lo è anche la scarsa capacità di attrarre immigrati laureati e studenti stranieri che potrebbero poi restare nel nostro paese. È quanto sottolinea il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta nel suo intervento all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Messina».
Il governatore lo ha citato come esempio virtuoso, visto che gli studenti internazionali raggiungono il 10 per cento degli iscritti contro la media nazionale inferiore al 5% laddove in Francia e Germania sale a oltre il 10% e nel Regno Unito al 23%. E anche lui ha, in apertura del suo intervento, ricordato lo studente iraniano Yassin Mirzaei, ucciso nei giorni scorsi nelle proteste contro il regime. Yassin aveva studiato negli anni scorsi Scienze geofisiche nell'ateneo siciliano.