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Sciacca, stop di cinque giorni a un locale della movida: irregolarità su sicurezza e buttafuori non abilitati

Controlli mirati della Polizia: sospesa la somministrazione di cibi e bevande ai sensi dell’art. 100 Tulps

Redazione La Sicilia

15 Gennaio 2026, 15:59

Sciacca, stop di cinque giorni a un locale della movida: irregolarità su sicurezza e buttafuori non abilitati

Un cordone di nastro bianco e rosso, le luci spente, cartelli alla vetrina che non annunciano serate ma un provvedimento: per cinque giorni, quel locale che anima la movida di Sciacca resterà fermo. È l’esito di controlli mirati: irregolarità nella gestione della sicurezza e l’impiego di addetti al controllo non regolarmente abilitati hanno fatto scattare la sospensione della somministrazione di alimenti e bevande. Il provvedimento, disposto dalla questura di Agrigento e notificato dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sciacca, si fonda sull’articolo 100 del Tulps – lo strumento che, quando emergono condizioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, consente al questore di chiudere temporaneamente un esercizio. Secondo quanto ricostruito, il locale risulta regolarmente autorizzato all’attività di pubblico spettacolo, con accessi contingentati e personale all’ingresso; ma l’ispezione avrebbe messo in fila una serie di criticità, tra cui l’uso di personale non abilitato ai servizi di controllo. A firmare la strategia di prevenzione sugli esercizi pubblici è il Questore di Agrigento, dott. Tommaso Palumbo.

Cosa prevede l’art. 100 Tulps e perché si applica anche quando il locale ha le autorizzazioni

L’art. 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza attribuisce al questore il potere di sospendere la licenza di un esercizio – anche di vicinato – “nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini”. Se i fatti si ripetono, è possibile arrivare alla revoca. È uno strumento di natura preventiva: non punisce “in sé” il gestore, ma interviene per interrompere situazioni ritenute potenzialmente pericolose per la collettività. La durata ordinaria della sospensione non dovrebbe superare i 15 giorni, salvo motivate esigenze di ordine e sicurezza pubblica.

La giurisprudenza amministrativa ha ribadito nel tempo l’ampia discrezionalità dell’Autorità di pubblica sicurezza: è sufficiente il “mero pericolo” per l’ordine e la sicurezza, purché motivato, per legittimare la sospensione. Diversi Tribunali amministrativi regionali – dalla Lombardia alla Toscana – hanno confermato provvedimenti di stop temporaneo quando, ad esempio, gli assembramenti incontrollati all’esterno costituivano pericolo per la circolazione o quando l’esercizio diventava polo di attrazione per persone pregiudicate.

Il punto sui controlli a Sciacca e nel territorio agrigentino

Quello scattato a Sciacca si inserisce in una cornice più ampia di servizi, con verifiche su licenze, agibilità, rispetto dei limiti acustici e corretto impiego del personale di sicurezza. Negli ultimi mesi, il Commissariato di Sciacca ha intensificato i servizi nel centro storico e nelle aree della movida, dentro una più vasta strategia di controllo messa a punto dalla Questura di Agrigento. I dossier annuali dell’ufficio evidenziano una rete capillare di pattuglie e controlli amministrativi in tutta la provincia, con migliaia di persone identificate e accertamenti mirati sugli esercizi pubblici.

In passato, sempre nel territorio saccense, sono stati adottati provvedimenti analoghi – con sospensioni anche più lunghe – quando sono emersi elementi ritenuti idonei a creare allarme sociale o pericolo concreto per la sicurezza dei cittadini.